Nessun aumento delle aliquote Irpef fino al 2021, c’è l’ok di tutto il Consiglio

Il sindaco sposa la linea di Fd’I (e opposizione). Rivista la delibera proposta dall’assessore Passoni che prevedeva la sospensione solo per il 2019. Lungo dibattito, poi passa con i voti di tutti. Rabuffi: «Sindaco indebolito». L’assessore: «Lavorerò da subito per le coperture». Foti indica già la strada per i tagli: «Niente manovra da “lacrime e sangue”, ma ci sono 60 milioni di forniture del Comune da rivedere»

Il rebus che attanagliava la maggioranza di centrodestra sull’Irpef si è risolto dopo pochi secondi di Consiglio Comunale. Ma per portare a termine la delibera ci è voluta una seduta – il 27 dicembre, con qualche assente – fiume terminata a sera inoltrata. La Giunta Barbieri ha recentemente deliberato la sospensione dell’aumento dell’Irpef nel 2019.

Da Fratelli d’Italia è arrivato però l’input di bloccare l’aumento anche per il 2020 e 2021. Tutta l’opposizione attendeva al varco Giunta e centrodestra: ,a spunta Fd’I o la Giunta? «Non escludiamo di applicarla nel 2020 e 2021 – si è limitato a dire l’assessore al bilancio Paolo Passoni – scegliamo la strada più complicata».

Il groviglio ha provato a districarlo subito il sindaco. Da lei è arrivato, in apertura, subito il colpo di scena: Patrizia Barbieri ha anticipato l’ordine del giorno presentato da opposizione e Fratelli d’Italia con un emendamento. «Sentite le discussioni in Commissione – si è giustificata – per non applicarla nel 2020, nel 2021, io stessa presento questo emendamento che chiede di mantenere le aliquote anche per i prossimi anni.

Il minor gettito verrà compensato da riduzione di spesa e dall’aumento di altre entrate. Si è scelta la strada più difficile, la più sfidante, quella di chi “non mette le mani nelle tasche di nessuno”. Non ritoccheremo i servizi e faremo un’importante razionalizzazione delle spese». Il sindaco ha così sposato la linea di Fd’I e dell’opposizione, che aveva a sua volta presentato un ordine del giorno che andava nella stessa direzione: sconfessato l’assessore e aliquote bloccate fino al 2021.

RABUFFI: «IL SINDACO ORA E’ UNA COMPARSA»

Il primo colpo alla maggioranza ha provato ad assestarlo Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune). «Questa spumeggiante maggioranza proverà a regalare ai piacentini, nel cesto natalizio, quel blocco dell’Irpef dal centrodestra sempre votato e poi negato. I piacentini avevano creduto nelle promesse elettorali di questa maggioranza conflittuale. Avete ammaliato e ingannato gli elettori, ora ci ritroviamo maggioranza contro maggioranza, secondo lo schema del “tutti contro tutti”. Il centrodestra del 2017 oggi non ha più spessore politico, non c’è più coesione.

C’è una guerra intestina nelle forze politiche, altro che scaramucce. Qua si sono votati provvedimenti indigesti come quelli sugli insediamenti commerciali e la logistica, c’è stato il siluramento di tre assessori autonomi, il progetto Terrepadane riposto nel cassetto, il sindaco che tiene nascosto i termini del protocollo sul nuovo ospedale, i mercatini di Natale. Il sindaco in questi ultimi mesi è stata trasformata da “prima donna” a comparsa ed è stata indebolita. Doveva essere lei a governare i mal di pancia interni dei consiglieri di maggioranza. Sarebbe meglio che tornasse, insieme agli assessori, a lavorare nella libera professione».

PD: «ASSESSORE PASSONI IN IMBARAZZO, LINEA DETTATA DA FOTI»

Cristian Fiazza (Pd) ha ricostruito tutta la vicenda. «Si percepisce il faticoso imbarazzo dell’assessore Passoni, costretto a recitare una parte scritta da altri. Se l’Amministrazione avesse continuato sulla strada decisa dalla Giunta, non avrebbe avuto i numeri per far passare la delibera in Consiglio, così ha rivisto la sua azione. La Giunta non ha la forza di interfacciarsi con la maggioranza e il sindaco accetta la linea e i contenuti dell’onorevole .

È evidente che la votate solo per stare in piedi come maggioranza e poi vedere le cose in futuro». «Avete pasticciato – è il pensiero di Giorgia Buscarini (Pd) – vi siete fatti “maggioranza” e “opposizione” da soli senza bisogno di noi in questi ultimi tempi. Prima era solo l’assessore Opizzi – su dieci componenti della Giunta – a pensarla in un modo. Ora il sindaco stesso presenta l’emendamento che va in quella direzione. Il pasticcio è tutto vostro». «Preoccupante come è stata gestita la vicenda dell’Irpef – ha aggiunto Giulia Piroli (Pd) – la maggioranza sta andando su un piano inclinato».

5 STELLE: «PASSONI DI DOVREBBE DIMETTERE»

Duro anche Andrea Pugni del Movimento 5 Stelle. «Io sarei stato disponibile ad aumentare l’Irpef – è il pensiero del grillino – però a patto comunque di una revisione della spesa. Ora il sindaco la vuole risolvere assorbendo tutto ciò che ha già scritto Fratelli d’Italia e l’opposizione. Il regista Foti ha anticipato tutti con abilità, altri della maggioranza non lo sono stati in questa vicenda.

Il sindaco avrebbe potuto salvare l’assessore da questa pessima figura: Passoni risulta, dopo oggi, molto indebolito. Si apre una situazione imbarazzante, consiglieri all’assessore di dimettersi». «L’assessore Passoni – ha aggiunto il collega pentastellato Sergio Dagnino – mandato in Consiglio comunale e poi smentito dopo 5 secondi dal sindaco».

IL SINDACO: «NESSUN ASSESSORE DELEGITTIMATO»

Il sindaco ha voluto stoppare le polemiche con un accalorato intervento. «Oggi avete superato voi stessi – ha spiegato Patrizia Barbieri -, è patetico. C’è gente che non ha nulla da dire e vuole metterci gli uni contro gli altri, qua non c’è nessun assessore delegittimato. Avete parlato di tutto tranne del fatto che l’Amministrazione non applica l’aumento né nel 2019 e 2020. Ho sentito solo teorie strampalate. Io ci ho messo la faccia sui 2,6 milioni di euro che non incassiamo dall’aumento: ci sentiamo di cogliere questa sfida.

A Fiazza voglio dire che oggi approviamo lo stesso chiesto dall’opposizione nell’ordine del giorno. Voglio vedere se un altro sindaco avrebbe fatto la stessa cosa. Ho presentato un emendamento uguale al vostro ordine del giorno: e allora? Non ci sono rese dei conti, né ammutinamenti. A Pugni che dà della “comparsa” consiglio di dirlo a qualcun altro». Tagli al welfare comunale o ad altre voci? «Ci saranno dei tagli che non toccheranno la qualità dei servizi, ma “ce la vediamo dentro” e il rischio ce lo assumiamo noi».

LIBERI: «STATE A GALLA, DOVE E’ IL RINNOVAMENTO PROMESSO?»

Massimo Trespidi di “Liberi” da tempo aspettava al varco la maggioranza su un tema delicato come l’Irpef. «Da un anno il mio gruppo suggeriva di poter evitare l’aumento dell’Irpef tramite un piano di alienazioni degli immobili o la vendita delle azioni del Comune. Di questi interventi non c’è traccia. Il sindaco pochi giorni fa ha detto che si poteva bloccare l’aumento solo per quest’anno, e poi “si sarebbe visto più avanti”.

Solo Opizzi era contro in Giunta. Poi avete esposto l’assessore Passoni alle critiche dell’opposizione. Se una maggioranza continua a fare riunioni su dati sbagliati, così non funziona. Siete passati dall’avere un buco di 4 milioni di euro alla possibilità di non incassare 2,6 milioni di euro, c’è una bella differenza. O gli uffici sono incapaci, o forse non erano pronti a preparare i conti perché la Giunta non li aveva indirizzati bene. Quando una maggioranza è composta da una coalizione, è normale avere sensibilità diverse. La dialettica sull’Irpef ci sta, ma è stato il modo con cui è stato gestito il tutto a non convincere.

Diteci chi è il responsabile». «Il sindaco – ha espresso Mauro Monti (Liberi) – non può definire normale la situazione come ha fatto. L’assessore ha ripetuto la sua convinzione, e tre minuti dopo il “capo” dell’assessore e propone un’altra cosa e si lamenta dell’opposizione che ritiene anomala la vicenda. Noi di “Liberi” già lo scorso giugno segnalammo la questione Irpef, era uno dei punti nodali. Questo non è coraggio, è solo uno stare a galla da parte di chi aveva promesso una svolta in campagna elettorale. Per ora non vedo questi segni di rinnovamento».

FD’I: «IN MAGGIORANZA IDEE DIVERSE, DALL’OPPOSIZIONE IL TEATRINO»

Agli strali dell’opposizione ha risposto il capogruppo di Fratelli d’Italia . «C’è stato un confronto importante, serio e acceso in maggioranza. In quale maggioranza non ci sono stati confronti? L’Amministrazione precedente non ne ha avuti? Spesso ci sono idee simili ma non uguali. Dopo la discussione alcuni consiglieri e poi il sindaco hanno fatto proprie alcune argomentazioni. Il teatrino lo ha fatto la minoranza, cercando di nascondere il fatto che togliamo l’aumento per i prossimi tre anni».

Il grande “manovratore” del centrodestra – a detta dell’opposizione – è sempre Tommaso Foti (Fratelli d’Italia). «La legge di Bilancio (nazionale, nda) ancora non c’è e non sappiamo quanti soldi prenderanno gli enti locali. Piroli, Buscarini, Fiazza e Cugini sono gli stessi che avevano votato a favore dell’aumento dell’Irpef nella passata Consigliatura? Non veniteci a dire che qua si cambia idea… Nella maggioranza qualcuno ha fatto notare dei problemi per evitare di dare corda all’opposizione, mentre altri al nostro interno provano a mandarci fuori strada». Foti ha dato un’indicazione molto precisa sul prossimo bilancio, per quanto concerne le spese da tagliare in comune.

«Ci sono forniture da 60 milioni di euro che si possono rivedere. Se qualcuno pensa che andiamo a togliere i soldi alla Caritas per darli agli “amici degli amici”, ha sbagliato tutto! Non sarà una manovra “lacrime e sangue” la nostra, sarà una manovra seria, a patto che a Roma non cambino l’Iva, aumentandola ancora». Spazio anche ai capogruppo del centrodestra. «Non abbiamo aumentato le tasse – ha dichiarato Sergio Pecorara di Forza Italia -, questo è il risultato. Buon lavoro all’assessore Passoni per il suo piano di razionalizzazione delle spese». «L’opposizione ha votato per l’aumento dell’Irpef – ha preso la parola il leghista Carlo Segalini – e ora chiede di bloccarlo per i prossimi tre anni: oggi ci volevano “uccidere” ma hanno dovuto rivedere le intenzioni».

MINORANZE ANCORA ALL’ATTACCO, POI L’APERTURA DI FIDUCIA AL SINDACO

Come detto, le minoranze avevano presentato un ordine del giorno simile a quello di Fratelli d’Italia. «Si possono votare entrambi i documenti – ha detto ancora Massimo Trespidi (Liberi) – visto che dicono la stessa cosa». «Il sindaco dovrebbe chiedere scusa – è intervenuto ancora il capogruppo Pd Stefano Cugini – non può permettersi di dire che “è patetico” e che siamo “gente che non ha nulla da dire”.

Volete tornare alla contrapposizione tra maggioranza e opposizione, ma su questa partita avete polemizzato solo tra voi. È evidente che avete cambiato le carte in tavola ai tecnici comunali, che non sanno indicare attualmente le coperture per il mancato aumento dell’Irpef fino al 2021». Barbieri non ha voluto porgere l’altra guancia a Cugini: «Il rispetto è reciproco».

Finalmente si è risentita la voce dell’assessore Passoni. «L’emendamento aggrava i miei compiti, certamente, perché volevo prendermi un anno di tempo per vedere se applicare o no l’aumento nel 2020. Ma così vengo messo alle strette e lavorerò da subito, il risultato può essere alla portata.

Dobbiamo uscire da qui e impegnarci tutti per affrontare questo tema: non aumentiamo le tasse, però attenzione a come chiudiamo il bilancio. Il 2019 lo chiuderemo in modo dignitoso e ben fatto, lo posso già dire, mentre per il 2020 e 2021 mi si chiede di lavorare in tempi brevi».

GARILLI (LEGA): «L’OPPOSIZIONE CE LA STIAMO FACENDO DA SOLI»

In serata, l’opposizione ha ritirato il suo ordine del giorno. «Diamo fiducia al sindaco – ha detto a nome di tutti Rabuffi -. Ritiriamo l’ordine del giorno emendato da noi e voteremo l’emendamento del sindaco, ma sia chiaro che questo è un risultato di tutto questo Consiglio comunale. La capacità di questa minoranza di dare uno stimolo alla maggioranza va riconosciuta». Così il documento è passato all’unanimità. Spazio ancora per qualche commento flash, quando ormai la voglia di chiudere la partita prevale sul dibattito.

«Fratelli d’Italia ha insistito e l’opposizione è rimasta coesa per portare a casa il risultato» – ha sentenziato Cugini (Pd) -. «La prima opposizione alla Giunta – è il commento amaro finale di Davide Garilli (Lega) – la stiamo facendo noi dall’interno, non è certo l’opposizione a preoccuparci».

Superato l’ostacolo in Consiglio, la faccenda si sposterà negli uffici dell’assessore al bilancio Passoni, chiamato già a programmare un bilancio che non potrà contare sull’aumento delle aliquote Irpef, mentre la maggioranza dovrà buttarsi alle spalle la querelle di queste settimane tra Fd’I, Fi, sindaco e assessore.