‘Stalking, divieto di avvicinamento entro 15 giorni’

È la proposta di legge del deputato Tommaso Foti e dell’avvocato

Consentire a chi subisce lo stalking (atti persecutori) di essere tutelato nell’immediatezza dei fatti da una misura cautelare che possa porre un freno alla persecuzione.

Prima che sia troppo tardi. È questa la ratio della proposta di legge, che sarà depositata a gennaio alla , a cui stanno lavorando il parlamentare di Fratelli d’Italia Tommaso Foti e l’avvocato piacentina Sara Soresi.

Una proposta che interessa la misura cautelare del “divieto di avvicinamento” (282 ter del Codice di procedura penale, cpp) ma che va direttamente a modificare l’articolo 273 bis dedicato all’applicazione delle stesse misure.

In sostanza: la proposta di legge richiede che in presenza di querela fondata per il reato di stalking (dunque provata con in allegato magari sms e telefonate) il giudice abbia l’obbligo di disporre la misura del divieto di avvicinamento entro un periodo di tempo determinato, in questo caso 15 giorni.

Oggi la misura può essere applicata ma non è obbligatoria. Nella pratica succede infatti che l’avvocato che assiste la persona offesa chiede l’applicazione della misura ma sovente il giudice o il pubblico ministero la esaminano con tempi più lunghi per poi stabilire di non applicarla.

Un’altra novità contenuta nella proposta di legge è quella che prevede esplicitamente in capo al difensore della persona indagata di notificare obbligatoriamente anche alla persona offesa la richiesta di revoca della misura cautelare, siano gli arresti o il divieto di avvicinamento.

Oggi sul punto la legge risulta molto generica e passibile di differenti intrepretazioni. «Penso sia una proposta importante e necessaria per la tutela delle vittime di stalking, un odioso reato che ti cambia e influenza la vita – spiega a l’avvocato Soresi -.

L’idea è quella di intervenire prima che il comportamento criminoso possa giungere ad eventi irreparabili.

Consentire alla persona offesa di poter essere tutelata nell’immediatezza da una misura cautelare e di essere obbligatoriamente avvisata in caso di richiesta di revoca o modifica della stessa nonché di poter impugnare il relativo provvedimento in caso di omessa comunicazione, rappresenta, senza dubbio, un grande passo in avanti per la serenità della vittima».

Del resto l’attenzione sul tema dela violenza sulle donne è sempre più sentito e anche il governo si è attivato.

Di fronte al ripetersi di omicidi e maltrattamenti su scala nazionale, qualche settimana fa, in occasione della giornata per l’eliminazione della violenza sulle donne il governo aveva approvato in Consiglio dei ministri il “Codice rosso”, «una corsia preferenziale alle denunce, imporremo indagini più rapide», aveva detto il premier Giuseppe Conte. Nel 2017 sono state 2.018 le sentenze definitive per violenza sessuale, 1.827 quelle per stalking.