Documenti dell’edilizia nel caos, Opizzi: «Appalto pieno di lacune e per la Giunta immodificabile»

L’assessore all’urbanistica risponde all’azienda “Archiviando Sas”, responsabile dello sportello di digitalizzazione delle pratiche dell’edilizia: «Ora interviene l’avvocatura del Comune. Quel bando fu costruito male»

«I criteri stabiliti dal bando erano per noi immodificabili, abbiamo sempre cercato la massima collaborazione con la ditta appaltatrice e le pratiche sono ora in mano all’avvocatura comunale».

Questa, in estrema sintesi, le risposte dell’assessore all’Urbanistica Erika Opizzi alle esternazioni dell’azienda “Archiviando Sas”, che nel 2017 si aggiudicò il bando per la digitalizzazione delle pratiche edilizie del Comune di Piacenza.

«Pochissimi giorni dopo il nostro insediamento – spiega Opizzi – si chiusero i termini per partecipare al bando, preparato ovviamente dagli uffici del Comune ma altrettanto ovviamente su input e avallo della parte politica, l’allora giunta di sinistra di Paolo Dosi.

Al predetto bando partecipò una sola azienda, la Archiviando Sas, presentando tutte le specifiche, scarse in realtà, richieste dal capitolato.

L’Amministrazione in carica – gli uffici si intende – non ebbero quindi alcun rilievo opponibile all’assegnazione di un appalto che, già in partenza, presentava ai nostri occhi alcune evidenti manchevolezze, quale ad esempio la non richiesta dell’utilizzo del colore nella scannerizzazione degli atti, elemento fondamentale per il lavoro dei tecnici in edilizia».

«Nonostante questo e altri dubbi – continua l’assessore all’Urbanistica – ci ponemmo di fronte alla ditta appaltatrice con lo spirito della massima collaborazione, confidando più nelle capacità della stessa che nella linearità ed efficacia dei criteri, per noi immodificabili, del predetto bando.

Nei mesi a seguire, a fronte delle crescenti difficoltà all’espletamento del servizio da parte della ditta, abbiamo proposto ed effettuato diversi incontri con loro rappresentanti, uno anche in mia presenza, e inviato diverse note, cercando di giungere a soluzioni che non mettessero in crisi il sistema delle pratiche edilizie, ma senza avere efficaci risposte.

Purtroppo il blocco totale delle pratiche si è puntualmente (ahimé) verificato dal mese di dicembre, e oggi apprendiamo dalle dichiarazioni della rappresentante dell’azienda che la mole di lavoro da svolgere era ed è ben superiore a quella prevista nel capitolato d’appalto, cosa par di capire non sufficientemente indagata, anche a causa di un sopralluogo superficiale – a detta dell’azienda “leader nelle settore delle scansioni digitali” – svolto presso gli archivi del Comune di Piacenza».

«Il sommarsi di lacune nel bando confezionato ai tempi dell’Amministrazione Dosi e di difficoltà riscontrate dall’azienda nell’espletamento del servizio – prosegue l’assessore – e che nulla hanno a che vedere con presunte sperimentazioni di spoils system così come denunciato dalla Archiviando Sas, hanno determinato questa spiacevole e grave interruzione del servizio, tanto che oggi le pratiche sono nelle mani dell’avvocatura, al fine di giungere quanto prima a una chiara e definitiva soluzione della vicenda».

«L’unico spoils system che ci interessa – rimarca in conclusione Erika Opizzi – è quello di sostituire la cattiva amministrazione della “cosa pubblica” per arrivare ad avere una macchina comunale trasparente ed efficace. E, in questo cammino, pesante purtroppo è l’eredità che ci giunge dal passato».