‘Dire il falso sulla logistica porta a gesti sconsiderati’

FOTI (FDI) E IL “BOLLONE” DI RONCAGLIA-BORGHETTO

«Se un proprietario di aree fa richiesta di 100 da Roncaglia a Borghetto, io non posso impedirglielo, ma è diverso da accoglierla, non vuol dire che tutto quello sarà logistica».

Ieri in consiglio comunale il sindaco Patrizia Barbieri è tornata a difendersi dalle critiche, soprattutto di ambientalisti e comitati civici, sulla paventata invasione di insediamenti di logistica.

Partendo dalle pianificazioni urbanistiche che, dal Psc del Comune al Ptcp della Provincia, classificano a destinazione industriale un’ampia zona alla periferia nordorientale della città, il sindaco ha chiarito che senza un accordo territoriale tra i due enti locali nessun disco verde a nuova logistica può essere alzato.

Morale: «Stiamo parlando del nulla, prima di scagliarci contro un’amministrazione che di paternità sulla logistica non ne ha, vogliamo affrontare il tema per quello che è davvero?».

A sollevare l’argomento durante la seduta consiliare era stato Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune) chiedendo se «non sia bene, prima di pensare a nuova logistica, risolvere tanti problemi della vecchia logistica».

Riferimento alle penalizzanti condizioni contrattuali denunciate dai lavoratori e allo scontro in atto tra sindacati autonomi che, in un crescendo di conflittualità tra facchini aderenti all’una e all’altra sigla, ha visto la procura aprire inchieste.

«Lotte sindacali» rispetto alle quali «sarebbe bene che, dopo tanti tentativi di mediazione, le pubbliche autorità facessero rispettare le norme», ne ha parlato (Fdi) che ha puntato il dito anche contro chi «continua a propagandare notizie false e tendenziose, rischiando così di portare certe persone a gesti sconsiderati».

Riferimento all’opposizione e a Legambiente e ai comitati che agitano lo spauracchio di 1,3 milioni di metri quadrati di logistica prossimi a insediarsi, quando la realtà è un’altra: «Il cosiddetto “bollone” non solo di Roncaglia, ma anche di Borghetto, con destinazione industriale, è stato inserito nel 2008 dal sindaco Reggi nel Psc, non è una singola area, ma un perimetro.

Non vuol dire che tutte le manifestazioni di interesse a insediare attività industriali debbano esaurirlo, al massimo si tratterebbe di 600mila metri, e non è indicato se debbano andare a Roncaglia o a Borghetto o a Le Mose» anche perché «prima di qualunque permesso di costruire occorre un accordo territoriale tra Comune e Provincia».