San Vincenzo, sospesi i pagamenti tegola sui lavori in dirittura d’arrivo

Scaduta da mesi la commissione ministeriale che eroga i fondi per il restauro: l’ultimazione di alloggi per studenti universitari è a rischio

Se il ministero non paga i lavori man mano che vengono fatti e certificati, il cantiere dell’ex collegio San Vincenzo si blocca, e l’obiettivo di averlo pronto dal prossimo settembre per ospitare i primi studenti universitari dell’anno accademico 2019-20 va in fumo.

E’ il grido d’allarme che si leva da Piacenza: con un’interrogazione parlamentare dell’onorevole (Fdi) che raccoglie la preoccupazione dell’Asp (Azienda dei servizi alla persona) Collegio Morigi-De Cesaris.

Il cui presidente, Roberto Rebessi, sta cercando di capire, con telefonate quotidiane al ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, se l’intoppo nell’appalto da 4 milioni di euro si risolve in fretta o se davanti alle rimostranze delle ditte aggiudicatarie che non ci stanno più dentro è costretto ad alzare bandiera bianca e far sospendere l’attività di ristrutturazione dello storico immobile tra via San Vincenzo e via Landi.

Il problema risale all’agosto scorso, quando è arrivata a scadenza la commissione ministeriale chiamata a valutare i Sal, cioè gli Stati di avanzamento lavori della settantina di progetti finanziati con il bando nazionale per le nuove residenze universitarie.

Sono passati sei mesi e l’organismo – composto da membri nominati parte dal ministero e parte dalla Conferenza Stato-Regioni – non è stato rinnovato.

Nella partita del recupero del San Vincenzo, dal cui cantiere i saldi dei Sal vengono spediti puntualmente a Roma, significa un mancato ritorno in cassa pari a oltre 500mila euro, quantifica Rebessi: «Fino ad agosto i pagamenti erano arrivavano nell’arco di un mese dall’invio dei Sal, solo il tempo di verificarne la regolarità. Da quando la commissione è scaduta, non avendo l’Asp liquidità pronta, abbiamo chiesto alla banca un fido di 900mila euro che abbiamo speso tutto, e adesso siamo a domandarne un altro».

Il presidente vorrebbe avere rassicurazioni sulla nomina della nuova commissione perché il rischio di fallire il risultato proprio in dirittura d’arrivo è concreto.

Il cantiere del restauro del San Vincenzo per farne una residenza universitaria da 92 posti tra camere singole, doppie e mini-appartamenti è partito nel luglio 2017 con previsione di due anni: «Cronoprogramma a portata di mano», fa il punto Rebessi, «dei due lotti, quello dell’ala di via San Vincenzo è praticamente ultimato, mancano solo delle rifiniture, per quello di via Landi ragioniamo di tre mesi ancora di attività, quindi già a giugno ci saremmo, al di là di qualche ritocco come la sistemazione del giardino. Se però non si risolve il nodo delle erogazioni, salta tutto».

Ben venga dunque, per fare pressione su chi di dovere, l’interrogazione di Foti che, nel lanciare l’allarme sull’«imminente rischio di sospensione» del cantiere, chiede «quali urgenti iniziative intenda assumere il ministro dell’università, anche al fine di evitare che ritardi nella conclusione dei lavori finiscano per precludere agli studenti che si iscriveranno all’anno accademico 2019- 2020 l’utilizzo degli alloggi» L’ex collegio San Vincenzo nel 2011 è stato dato in concessione (diritto di superficie) per 30 anni dal Comune all’Asp di cui Palazzo Mercanti è socio di maggioranza con il 62%.

Nel 2015 l’attribuzione del finanziamento di 4 milioni di euro. Esteso su una superficie di oltre 5.500 metri quadrati, il complesso tra via San Vincenzo e via Landi ha conosciuto uno stato di abbandono dopo la definitiva partenza dei Fratelli delle Scuole Cristiane nel 1972 e la vendita al Comune.

La destinazione post restauro di quello che per decenni è stato un rinomato collegio cittadino con annessa scuola media punta a farne una residenza studentesca prestigiosa ma dai costi abbordabili, in grado di soddisfare le esigenze di un polo accademico in crescita. Con il benefico effetto collaterale che l’insediamento di una popolazione dinamica come quella studentesca sarà il motore pulsante per la rivitalizzazione del centro.