Salvini di governo delude i cattolici. Meloni gli ‘ruba’ il popolo di Verona

L’alleanza con i 5 Stelle frena la Lega sui temi cari ai cattolici conservatori. La Meloni lo sa bene e ha gioco facile

di Alberto Maggi

scippa i cattolici conservatori a Matteo Salvini. Cresce la preoccupazione nella Lega in vista delle elezioni europee e a pochi giorni dal Congresso mondiale delle Famiglie.

A Verona sarà presente il ministro dell’Interno, insieme a quello dell’Istruzione Marco Bussetti e della Famiglia Lorenzo Fontana, ma sabato 30 marzo nella città scaligera ci sarà anche la leader di Fratelli d’Italia.

La Meloni ha appena incassato l’endorsement di Massimo Gandolfini, il portavoce del Family Day che ha esplicitamente invitato a votare Fdi alle elezioni europee del 26 maggio.

L’alleanza di governo con i 5 Stelle, su questi temi molto vicini al Partito Democratico e alla sinistra, sta mettendo in seria difficoltà il Carroccio.

Nonostante Fontana sia un ministro molto apprezzato e stimato in ambienti cattolici, il patto con i grillini tarpa le ali a Salvini su molti temi cari al Family Day e ai participanti al Congresso di Verona.

Durante la discussione per la Legge di Bilancio a fine 2018 la Lega ha dovuto faticare sette camicie per far inserire aiuti ai disabili e alle famiglie numerose, dovendo comunque cedere su molti punti come ad esempio gli asili nido gratuiti, una delle battaglie del ministro dell’Interno in campagna elettorale che non si è concretizzata. Al di là delle dichiarazioni ufficiali di Di Maio contro Verona, “la Lega torna al Medio Evo, noi no”, il problema è nei provvedimenti concreti.

Due esempi. Il primo riguarda la triptorelina, il potente farmaco antitumorale che ha tra i suoi effetti collaterali quello di sospendere la pubertà, che potrà essere prescritto “a totale carico del Servizio sanitario nazionale” dopo la decisione dell’Agenzia italiana del farmaco che è stata inserita nella Gazzetta ufficiale del 25 febbraio scorso.

Fratelli d’Italia, prima con e poi con Giorgia Meloni, ha fatto una durissima battaglia contro il cosiddetto ‘farmaco gender’ appellandosi alla Lega, la quale però, per non irritare i 5 Stelle, non si è messa di traverso dando il via libera alla triptorelina.

Il secondo punto dolente per il Carroccio è la legge sul fine vita. A seguito della sentenza sul caso dj Fabo-Marco Cappato, la Corte Costituzionale ha obbligato a legiferare entro il 30 settembre.

E qualche giorno fa il M5S, per bocca del capogruppo al Senato Stefano Patuanelli, ha aperto ad una collaborazione con il Pd in Parlamento.

Il tema non è normato dal contratto e il timore nel Carroccio è che su questo argomento, particolarmente sensibile per i cattolici conservatori, i 5 Stelle mettano in piedi un asse laico con Pd e LeU. Ecco perché la Meloni, e in generale Fratelli d’Italia, si è insinuata cercando di scippare una fetta importante di elettorato cattolico a Salvini.

In questa partita appare del tutto esclusa Forza Italia che, salvo qualche parziale presa di posizione a titolo personale, si è ormai spostata su posizioni laiche specie su temi come i diritti alle coppie gay.