Europee, Giorgia Meloni punta in alto. Su Affaritaliani.it il piano di FdI

Fdl, il piano di in vista delle Europee

di Alberto Maggi

Roma, Montecitorio. Sede del gruppo di Fratelli d’Italia al quinto piano, saletta delle riunioni con veduta mozzafiato su Roma, con San Pietro, la Farnesina e lo Stadio Olimpico sullo sfondo. 

Giorgia Meloni convoca i giornalisti per presentare la Conferenza Programmatica che si terrà a Torino il 13 e il 14 aprile, al Lingotto Fiere. Il titolo dell’evento nel capoluogo piemontese, “città certo non facile per noi ma simbolo dell’Italia che procedue e che lavora”, è già un programma: ‘In Europa per cambiare tutto’.

C’è anche l’hashtag molto eloquente: #cambiaretutto. La Meloni parla svelta, scandisce bene le parole. Concetti chiari, precisi, sintetici. Tono risoluto.

Il punto chiave del progetto europeo di Fratelli d’Italia e dei Conservatori è trasformare l’Unione in una confederazione di stati sovrani che cedano solo alcune competenze a Bruxelles ma che si riprendano, ecco il concetto di sovranità, molte funzioni.

La Meloni sottolinea anche lo stretto legame con i Paesi di Visegrad (Polonia in testa) e il piano dell’ECR (Consevatori e Riformisti) è quello di fare da cerniera tra il Partito Popolare Europeo (“che speriamo abbia sempre di più il volto di Orban”) e i populisti/sovranisti di Matteo Salvini e Marine Le Pen.

Con l’obiettivo di costruire una nuova maggioranza al Parlamento Ue che mandi all’opposizione Socialisti e Liberali. 

Parterre de roi per la Conferenza di Torino: dal Governatore della Liguria Giovanni Toti all’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti, dal presidente del Family Day Massimo Gandolfini al generale Marco Bertolini, dall’esponente della Comunità di San Patrignano Franz Vismara al sociologo Francesco Alberoni fino al criminologo e psichiatra Alessandro Meluzzi.

Altri punti importanti del progetto europeo di FdI sono la difesa delle radici cristiane e un forte choc fiscale, soprattutto per l’Italia, che prenda da esempio quello che Donald Trump sta facendo negli Stati Uniti d’America.

La Meloni risponde poi alle domande di Affaritaliani.it in conferenza stampa.

Conferma che nel caso in cui il Regno Unito partecipasse alle elezioni europei i Tory faranno sempre parte del gruppo ECR, anche se ora è guidato dai polacchi del PIS.

Sull’euro la leader della destra afferma di non aver cambiato idea, spiega di non aver mai chiesto l’uscita unilaterale dell’Italia dalla moneta unica che, però, “non deve e non può essere un tabù”.

Quindi anche della moneta unica e di quanto accaduto in alcuni Paesi, come l’Italia, dalla sua introduzione è giusto che nella nuova Europa si apra un dibattito. Appunto, senza tabù.

E alla domanda, sempre di Affaritaliani.it, se fosse disponibile a sostenere un’eventuale candidatura di Matteo Salvini alla presidenza della Commissione Ue, la Meloni schiva la risposta (“Non mi pare sia in corsa”) e conferma che il candidato dei Conservatori è il ceco (di Praga) Jan Zahradil.

Infine non poteva mancare un passaggio sulla politica interna, all’indomani del Consiglio del ministri che ha varato il Def. 

“Molta confusione, ancora non sappiamo se l’Iva aumenterà o no”, un disastro per l’economia italiana. Una sorta di pietra tombale per le speranze di ripresa.

Quanto alla flat tax tanto cara alla Lega, che “se prevede aliquote diverse non è flat” – scandisce la Meloni – “per ora di piatto in Italia c’è solo la crescita”.

La sfida, soprattutto al ministro dell’Interno, è lanciata. La Lega e Salvini hanno un competitor più che agguerrito alla propria destra.