Giorgia Meloni a La7: “Nella Ue proporremo il reddito di maternità europeo”

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di Domenico Bruni

a Tagadà su La7 annuncia la sua intenzione di istituire il reddito di maternità europeo. Rispondendo alle domande di Tiziana Panella sullo sforamento del deficit, la leader di Fratelli d’Italia ha sottlineato che quei soldi sono soldi dei nostri figli, ai quali peraltro neanche chiediano il permesso.

“Il punto – ha detto Meloni – è come si spendono questi soldi: se li spendiamo per il reddito di cittadinanza è chiaro che Ue e anche altri Pesi membri hanno qualcosa da dire, ma se vengono spesi per qualcosa di importante come le infrastrutture, nessuno può dire di no”.

Sulla questione dei mercati, dello spread, la Meloni ha ricordato che bisogna andarci coi piedi di piombo, perché certi argomenti, di cui in genere non si parla quando non fa comodo, vengono però subito tirati fuori quando si deve attaccare l’Italia o un governo italiano non gradito ai potentati economici europei.

Per questo, ha detto Giorgia Meloni, la prima cosa che farà andando in Europa è proporre una serie di iniziative per le famiglie, pe rla natalità: “Pochi giorni fa con una grande iniziativa abbiamo presentato in Parlamento una serie di iniziative per le famiglie, e ce le hanno bocciate tutte. Perché? perché adesso ci sono le elezioni europee…”.

Meloni ha poi lamentato il fatto che il decreto salva-bambini, elaborato da Fratelli d’Italia, non è diventato legge perché il ministro Toninelli non ha scritto i decreti attuativi.

Meloni: i porti chiusi non risolvono il problema dei clandestini

Sulla questione dei clandestini, la conduttrice ha chiesto come si può gestire l’invasione: “I porti chiusi, che poi chiusi non sono mai – ha detto Giorgia Meloni – non risolvono il problema, l’unica soluzione è un blocco navale. ossia: quelle navi come la Mare Jonio, non sarebbero mai dovute partire.

Perché qui non c’entra la legge del mare: la legge dice che se una nave vede un’altra nave che naufraga, si devono salvare i passeggeri, e ci mancherebbe. Ma non dice che una nave delle ong debba fare la spola tra gli scafisti e le coste italiane, oppure aspettare in mezzo al mare che arrivino i gommoni degli scafisti e prendere in consegna queste persone, che quasi mai fuggono dalla guerra e dalle bombe.

Qui la legge del mare non c’entra”. Secondo la Meloni si potrebbe fare come si è fatto con al Turchia: la Ue, Italia compresa, hanno dato un sacco di soldi ad Ankara affinché non facesse arrivare i clandestini da quella parte. Però con la Libia non si può fare, perché?

È semplice, ha detto la leader di Fratelli d’Italia, perché i clandestini che arrivano dall’Est danno fastidio alla Merkel, mentre quelli che arrivano dal Sud danno fastidio solo all’Italia e allora chi se ne frega.

Tutto questo deve cambiare, ha aggiunto. E poi, ha rivelato la meloni, sul blocco navale Ungheria e Polonia si sono già dette disposte ad aiutarsi concretamente: Orban ha detto di avere scritto una lettera a tale proposito all’ex premier Gentiloni, che non gli ha neanche risposto.

“Parliamoci chiaro – ha detto la Meloni in trasmissione -: qui l’85 per cento delle eprsone che arrivano sono giovani forti e sani, che non scappano da nessuna guerra, il restante 15 per cento, donne e bambini, andiamoli pure a prendere, se veramente sono perseguitati, cosa della quale dubito.

Ma smettiamola di aiutare solo quelli che portano gli scafisti”. Parlando di elezioni europee, la Panella ha chiesto quale sia l’obiettivo per Fratelli d’Italia: “Fare di FdI il seocndo partito del centrodestra – ha risposto – ossia un grande partito conservatore e sovranista, e se gli italiani ci daranno una mano si potrà dar vita a un governo davvero coeso e unito, che non litighi tutti i giorni su tutto”.

Insooma, ha concluso la Meloni “io credo moltissimo nell’Europa, ho ballato sulle rovine del Muro di Berlino voluto dai comunisti, ma non credo in questa Unione europea: credo nell’Europa delle identità e delle tradizioni e non in quella dei comitati d’affari”.