Grazie a FdI ci sono i numeri per un Governo senza M5s

Intervista al presidente di Fratelli d’Italia, , a “

Giorgia Meloni è oggettivamente gongolante dopo i risultati usciti dalle urne ieri, terminato lo spoglio delle Elezioni Europee. La lista di Fratelli d’Italia è cresciuta del 50% circa rispetto alle ultime politiche e ha raddoppiato i voti rispetto alle europee del 2014.

Onorevole Meloni, a cosa pensa sia dovuto il successo che ha riscosso il suo partito su cui, per la verità, non erano in molti quelli pronti a scommettere?
Io sì, ride la Meloni, poi riprende più seria: Ho colto nella gente un’insoddisfazione nei confronti dell’attuale governo e credo che gli italiani votando come hanno fatto, abbiano voluto dare un messaggio ben preciso a Matteo Salvini.

Ma Matteo Salvini ha già detto che il governo va avanti, che non è in discussione
Sì lo ha detto, ma staremo a vedere. Salvini ha anche specificato che “se i Cinque Stelle faranno i bravi…”. Comunque noi non abbiamo mai detto a Salvini lascia Di Maio e fai il governo con noi.

Abbiamo solo fatto notare che ora i numeri per un governo senza grillini ci sarebbero. E questo grazie a Fratelli d’Italia.

Quando parla, lei sembra voler escludere sempre Berlusconi da un’eventuale maggioranza di governo. Perché?
Non è vero che Fratelli d’Italia voglia necessariamente escludere Forza Italia, ma è Forza Italia a dover chiarire la sua posizione, cosa che fino ad oggi non ha fatto.

Per esempio, mi stupiscono alcune dichiarazioni di Berlusconi che in campagna elettorale ha ribadito di vedere Mario Draghi come la persona giusta alla guida del paese.

Se a queste aggiungiamo le posizioni del potente coordinatore siciliano di Forza Italia, Gianfranco Miccichè che propone un accordo organico tra il suo partito e il PD, si renderà conto che Fratelli d’Italia non possa accogliere simili idee, cosa nota a tutti.

E per questo, dal nostro punto di vista, ci sembra necessario che prima di fare accordi col partito di Berlusconi, Forza Italia dovrà chiarirsi al suo interno.

Anche per quello che riguarda il posizionamento in Europa, Forza Italia ha aderito al PPE. Ora pare che il PPE cercherà di fare accordi e magari forse un unico gruppo con i socialisti, i verdi e altre forze di sinistra.

Data l’appartenenza a quel gruppo, Forza Italia starà con loro, cosa che Fratelli d’Italia non potrebbe mai fare, visto che ha chiesto agli elettori di mandarlo in Europa proprio per combattere certi cartelli.

Oppure, in quel caso, FI è pronta a lasciare il PPE? Se è così lo dicesse, e avrà già chiarito un passaggio importante.

Come sono i vostri rapporti con FI?
I rapporti sono buoni, soprattutto con il Presidente Berlusconi. Tra noi, ribadisco, c’è solo un tema di posizionamento politico da chiarire.

Quello che non mi piace di Forza Italia è la politica dei due forni, cioè la possibilità di allearsi sia a destra che a sinistra a seconda di quel che conviene. Ecco, noi una cosa così proprio non l’accettiamo.

Qualcuno dice che lei è un’ingrata nei confronti di Berlusconi, che la fece ministro?
Io sono diventata ministro in quota An. All’epoca Berlusconi non credo nemmeno che sapesse chi io fossi. L’unica volta che ho chiesto aiuto a Berlusconi, quando mi sono candidata sindaco di Roma, Berlusconi mi ha preferito Marchini.

Per questo, però, proprio perché non sono mai stata una sua “beneficiata”, gli ho sempre detto quello che penso, anche cose spiacevoli se pensavo fossero giuste. Questo da certi esponenti di Forza Italia non è stato accettato. E da lì insulti e chiacchiere.

Sarà la Lega o saranno i 5 stelle a far cadere il Governo?
Chi sarà dei due a scatenare la crisi non lo posso dire, anche se credo che alla fine sarà costretto a chiudere Salvini perché i 5 stelle a questo punto non hanno proprio interesse a consegnarsi al programma della Lega mani e piedi legati, come Salvini magari si auspica.

Oltre che nel Lazio, quali sono le regioni dove siete andati meglio?
Due regioni all’antitesi, il Veneto e la Calabria.

Siete favorevoli all’autonomia che vuole la Lega?
Guardi, se sapessimo di cosa si tratta, potrei risponderle, perché a oggi non abbiamo nessuna idea di cosa stiamo parlando, visto che per esempio io non ho mai visto un testo che parlasse di autonomia.

Che modello di Europa vorrebbe costruire?
Vorrei un’Europa dove non c’è nessuno che fa i propri interessi sulla pelle degli altri, un modello d’Europa confederale, come insegnava De Gaulle.

Un’Europa dove gli Stati Nazionali abbiano piena sovranità, cooperando sui grandi temi, ma lasciando le piccole diatribe ai singoli stati.