Alan Fabbri sindaco a Ferrara, al suo posto in Regione Fabio Callori

Il piacentino, ora in Fratelli d’Italia, attende la proclamazione da primo cittadino del ferrarese, attuale capogruppo del Carroccio, per diventare consigliere regionale

Filippo Mulazzi

Con il 56% dei voti Alan Fabbri, candidato del centrodestra, ha vinto il ballottaggio ed è il nuovo sindaco di Ferrara. La sua elezione da sindaco nel capoluogo estense (dopo essere già stato a capo del municipio di Bondeno) lo farà così decadere da consigliere regionale.

Il leghista era infatti il capogruppo del Carroccio, dopo essere uscito sconfitto alle Regionali del 2014 contro Stefano Bonaccini e il centrosinistra.

Con la proclamazione da sindaco Fabbri sarà costretto a rinunciare al seggio da consigliere regionale, incompatibile.

Così libererà un posto – probabilmentre 15 o 20 giorni – tra i banchi dell’opposizione in Assemblea a Bologna.

Il primo dei non eletti è il piacentino , all’epoca candidato per Forza Italia ed escluso per pochi voti.

Nel frattempo Callori, proprio nelle scorse settimane, ha ufficializzato la sua uscita dal partito di Berlusconi per approdare in Fratelli d’Italia.

Si aggiungerà così a , consigliere regionale di Fd’I, subentrato a nella primavera del 2018, quando Foti tornò alla Camera dei Deputati, in seguito alle Elezioni Politiche del 4 marzo.

Callori, consigliere comunale di minoranza a Caorso, sarà accolto a Bologna quando il mandato dell’Assemblea volge al termine.

Fra pochi mesi la Regione Emilia-Romagna tornerà al voto e la sfida tra centrosinistra e centrodestra (con i 5 Stelle dati dai sondaggi più staccati) si preannuncia più combattuta che mai rispetto al passato.

Non si conosce ancora la data del voto, che potrebbe arrivare tra il novembre 2019 e il gennaio 2020.

Per Callori l’esperienza bolognese potrebbe perciò durare all’incirca quattro, cinque o sei mesi. 

«Innanzitutto – è il commento di Callori – faccio i complimenti per questa importante vittoria del centrodestra a Ferrara.  

Per me questa vittoria ha una doppia valenza, perché mi apre la possibilità, anche se per poco tempo, di rappresentare Piacenza e i piacentini in Assemblea regionale.

Farò il possibile per il territorio piacentino in questo breve periodo».

«In questi anni – aggiunge ancora – non mi sono mai distaccato dal territorio, soprattutto su alcune tematiche come la sanità locale, le infrastrutture e il turismo.

Ora potrò agire direttamente per far sì che Piacenza sia sempre meno “Cenerentola” della regione.

Impegno preso cinque anni fa in campagna elettorale che manterrò».