Meloni: «Nessuno apre bocca sulla mafia nigeriana. Perché Saviano tace?»

di Adriana De Conto

«I numeri non mentono: l’immigrazione clandestina e irregolare causa l’aumento della criminalità. Siamo stati i primi a denunciare il tema della mafia nigeriana, di cui in Italia non parla nessuno».

Una a tutto campo parla da Cagliari dove si è recata per il  comizio di chiusura della campagna elettorale del candidato sindaco del centrodestra Paolo Truzzu. Da lì rilancia i grandi temi., mafie, famiglia, Europa, fallimento dell politica economica del governo. Uno, la piaga della mafia nigeriana: «Avete mai sentito il campione dell’antimafia Roberto Saviano dire una parola sulla mafia nigeriana? Nel corto circuito culturale della sinistra se sei immigrato puoi essere anche mafioso. Perché non si può dire che anche l’immigrazione può essere responsabile di atti di criminalità. Noi vogliamo combattere tutte le mafie: la mafia italiana e le nuove mafie che si stanno insediando nelle nostre città». Un tema che ne chiama un altro, l’immigrazione e chi specula su di essa.

Le ong e l’immigrazione

«Non è un caso che dietro le ong – argomenta la Meloni,- vi  sia la grande finanza internazionale. Non è per solidarietà che si vogliono far entrare in Europa queste migliaia di povere persone, ma c’è un altro disegno dietro. Che è quello di immette nella nostra società migliaia di disperati per creare una competizione al ribasso nel mondo del lavoro e abbassare i diritti dei lavoratori». «E’ un disegno questo che interessa il grande capitale. Perché – ha detto la Meloni – se c’è gente disposta a lavorare a basso costo, anche noi italiano dobbiamo adeguarci a lavorare a basso costo, oppure non lavori». Altro tema che sta a cuore lalla leader di FdI è la famiglia, sulla quale FdI ha idee chiare e proposte. «Chi mette al mondo un bambino fa un servizio alla società, è un eroe e va sostenuto. Con i dati sulla demografia del Paese siamo destinati a scomparire se non investiamo sulla natalità. Non è vero che non si vogliono fare figli in Italia».  E specifica: «Non si fanno figli in Italia perché sono “un bene di lusso”, non è vero che gli italiano non credono nella famiglia. Non si fanno più figli – ha detto la Meloni – perché molti italiani non se lo possono permettere. Abbiamo fatto decine di proposte, come il reddito d’infanzia, e diciamo che i figli sono un bene  della società. Chi mette al mondo un bambino fa un servizio alla società, è un eroe e va sostenuto».

«Il reddito di cittadinanza va cancellato»

Poi arrivano le bordate al governo gialloverde. «Penso che il governo abbia perso credibilità facendo debito per provvedimenti assistenzialistici come il reddito di cittadinanza. Per reimpostare al meglio la trattativa con l’Ue quelle misure vanno cancellate e il maggior debito deve essere destinato a investimenti virtuosi come infrastrutture materiali e digitali, rischio sismico e idrogeologico, eccetera. Detto questo  – precisa – la Commissione Juncker è ormai scaduta e ancora si permette di rimbrottare l’Italia dopo che da anni tace sugli sforamenti degli altri, dalla Germania alla Francia passando per l’Olanda», rilancia Giorgia Meloni intervistata da  Affari Italiani.  «L’Europa – prosegue – deve fare meno cose e farle meglio. Dobbiamo lasciare in capo a Bruxelles alcune grandi materie come la politica estera e di difesa, la protezione dei confini esterni, il contrasto al terrorismo e riportare agli Stati sovrani tutte le competenze più vicine ai cittadini. Il gruppo dei Conservatori, all’interno del quale Fratelli d’Italia rappresenta la seconda delegazione per grandezza e che non a caso ha scelto proprio Napoli e dunque l’Italia quale sede del primo meeting ufficiale dopo le elezioni europee, si batterà per questo. Rispetto alla grande ammucchiata dai Popolari ai Verdi che si va prefigurando l’Ecr sarà decisivo per difendere gli interessi di chi fa impresa e crea lavoro, che troppo spesso ha pagato il peso di una insopportabile burocrazia europea».

«In politica estera, figuracce mondiali»

Poi la politica estera, anch’essa frutto di continue brutte figure per il governo. «Troppi padroni e nessuna linea. Sul Venezuela abbiamo fatto una figuraccia mondiale, stando a favore del dittatore comunista Maduro e negando solidarietà a decine di migliaia di venezuelani di origine italiana perseguitati dal regime. In Libia abbiamo sbagliato interlocutore consegnando alla Francia un ruolo decisivo nella gestione della crisi e mettendo a repentaglio i pozzi gestiti da Eni. In Medio Oriente confusione totale. D’altra parte se, come i 5 Stelle, non si ha un’identità ben definita non si possono che fare danni». Più vicina a Putin o Trump?, le chiedono. «Non faccio la tifosa di altri leader stranieri – spiega la leader di Fdi -. Ho sostenuto Putin nella sua azione militare in Siria che è stata decisiva per distruggere l’Isis ma non ho esitato a schierarmi dalla parte del popolo venezuelano mentre i russi sostengono Maduro. Allo stesso modo mi piace Trump con la sua idea di patriottismo anche economico e per la sua politica di shock fiscale che vorremmo importare anche da noi». E a proposito del memorandum d’intesa sulla Via della Seta sottoscritto da Italia e Cina, Meloni osserva: «Il governo italiano è stato troppo ingenuo e subalterno ai cinesi: chi controlla le reti oggi controlla tutto e non possiamo correre il rischio di lasciarle in mano a uno Stato in cui capitalismo aggressivo e comunismo si sono fusi in un mix micidiale. Siamo l’Italia, dobbiamo ambire ad essere rispettati da tutti e sudditi di nessuno».