“CONTRO LA MAFIA DA SEMPRE”.

Intervento dell’On. Fratelli d’Italia Piacenza

L’ ignobile,‎ meschina e volgare speculazione politica diretta contro Fratelli d’Italia Piacenza e la mia persona, successiva all’arresto di Giuseppe Caruso – persona che, al di là delle personali responsabilità che verranno eventualmente accertate, ha tradito, con le sue sconcertanti frequentazioni, una ventennale amicizia – non rimarrà impunita.

Chi ci ha diffamato e tuttora lo fa pagherà caro, pagherà tutto.

La storia politica della Destra Italiana e, molto più modestamente, la mia ci hanno sempre visti schierati contro ogni organizzazione criminale: sempre dalla parte dello Stato, mai con chi rappresenta l’antiStato.

Una posizione di fermezza, un carattere distintivo, una scelta di campo scritte in anni di battaglie contro tutte le mafie. Non è un caso se i deputati del Movimento Sociale Italiano, subito dopo l’uccisione di Giovanni Falcone, partecipando alle votazioni per la elezione del Presidente della Repubblica, votarono il nome di Paolo Borsellino, magistrato anti mafia lasciato solo dallo Stato, in seguito ucciso nell’orribile strage di Via D’Amelio.

‎Non avrei mai pensato di dovere ribadire, in questa come in altre sedi, la posizione al riguardo della Destra che ha nel suo DNA la lotta alla mafia.

Gelosie politiche, invidie personali, ambizione di erigersi a difensori delle Istituzioni e della Città, hanno portato molti leoni della tastiera a diffondere false e diffamatorie accuse nei confronti di Fratelli d’Italia che non hanno alcuna ragione d’essere, essendo infondate in radice.

Se qualcuno pensa di mettere alle corde la comunità della Destra piacentina, se qualcuno ritiene di potere impunemente affiggere su palazzi pubblici ignobili e abusivi manifesti (che, per altro, nessuno si è preoccupato di rimuovere come per legge disposto), se qualcuno spera di avere scalfito la credibilità e l’onore di una persona onesta quale è Tommaso Foti, ebbene quei tanti o pochi <qualcuno> – avversari politici e non – sappiano che saranno chiamati a risponderne nelle sedi deputate, con la più ampia facoltà di prova.

E se qualcuno pensa di farlo nel prossimo Consiglio Comunale e’ meglio – per il suo casellario giudiziario e il suo portafoglio – che cambi idea, essendo nota la differenza che corre tra la critica politica e la calunnia.

Non può infatti tollerare la Nostra comunità politica – pugnalata alle spalle, con ben più colpi di quanti Bruto riservò a Cesare, da una persona che era stata accolta con amicizia e senza retro pensieri – che irresponsabili frequentatori o meno delle Istituzioni, infanghino persone per bene che fanno Politica solo ed unicamente per passione, avendo diversamente provveduto per il proprio sostentamento.

In tempi i cui tutti difendono a prescindere le proprie ragioni, abbiamo chiesto scusa – pur essendo certo che nessuna responsabilità, di alcun tipo, avessimo al riguardo – alla Città, al Sindaco, alle forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione.

Abbiamo cioè assunto su di noi una responsabilità politica, nello stesso momento in cui lo stesso procuratore della Repubblica di Bologna, con esemplare correttezza, ha escluso che, nella vicenda che ha portato all’arresto di Caruso, vi fossero risvolti di natura politica e/o amministrativa.

Repetita juvant, dicevano i latini, e lo ripetiamo noi: Fratelli d’Italia in questa esecrabile vicenda e’ parte offesa.

Con buona pace di Libertà, che titola ed interpreta diversamente, Foti non ha <scaricato> nessuno, se non altro perché non ha mai considerato le persone merce.

Sono le imbarazzanti fotografie e gli sconcertanti dialoghi intercettati di Caruso che hanno scaricato su Fratelli d’Italia tonnellate di guano.

E’ stato Caruso, con le sue frequentazioni e dichiarazioni, ad avere abbandonato Noi nel momento stesso in cui le poneva in essere.

Ci saremmo aspettati, infine‎, che una parola di solidarietà venisse spesa nei nostri confronti da quelle forze politiche che ben ci conoscono. Così non è stato. Grazie lo stesso. Terremo a mente.