Diritti. Legge contro discriminazioni per orientamento sessuale passa esame in commissione Parità

Pdl accompagnato da oltre 300 emendamenti. Tolto il termine ‘omotransnegatività’ dal titolo. Voto tra le polemiche di Lega nord e Fratelli d’Italia: “Non è stato rispettato il regolamento”.

Maggioranza: “passo avanti nella tutela dei diritti”. Accolto emendamento M5s per costituzione parte civile Regione in processi

Passa in commissione Parità l’esame dell’articolato della legge contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere (pdl accompagnato da oltre 300 emendamenti e che ha come relatori di maggioranza Roberta Mori del Pd e di minoranza di Fdi).

Un voto avvenuto tra le contestazioni di Lega nord e Fratelli d’Italia sull’applicazione del regolamento e sul metodo di votazione, l’uscita dall’aula di Facci e la richiesta di rimandare ancora una volta la discussione del progetto di legge.

Richiesta respinta, vista la scelta della maggioranza di andare avanti a oltranza. Fdi e Ln, per protesta, non hanno partecipato al voto degli emendamenti, ma solamente a quella degli articoli, “per lasciare traccia della nostra completa contrarietà a questa legge”, ha spiegato Daniele Marchetti (Ln).

“Questo progetto di legge avrebbe meritato un altro trattamento – ha detto Facci prima di lasciare l’aula in polemica -, visto che è un pdl importante, da qualsiasi parte lo si guardi.

Vi siete voluti far dettare i tempi dalle realtà che hanno voluto questa legge e questo non vi fa onore. Le realtà Lgbti sono già tutelate dalla Costituzione, questa legge a nostro parere non serve e forse gli stessi proponenti lo pensano, visto come l’hanno depotenziata con i loro 24 emendamenti”.

Una discussione “inutile”, secondo l’altro consigliere di Fdi : “Capisco la sudditanza al mondo Lgbti ma non capisco perché la discussione debba avvenire proprio oggi. Forse perché si teme che il fragile equilibrio raggiunto dalla maggioranza possa venir meno ancora una volta”.

Con gli emendamenti votati si è anche cambiato il nome della legge: è stato eliminato, infatti, il termine “omotransnegatività”.

“Anche se – ha insistito Fdi – non basta togliere questa parola per dare un senso a questa legge”.

Il Movimento Cinque Stelle ha votato quasi tutti gli emendamenti e gli articoli in linea con la maggioranza, ma non sempre “perché ci sono alcune tematiche che ci stanno particolarmente a cuore – ha sottolineato Silvia Piccinini – come il sostegno ai Comuni per l’iscrizione all’anagrafe di bambini di coppie omogenitoriali o il sostegno alle persone transessuali impegnate in percorsi di transizione”.

Il Movimento Cinque Stelle ha votato quasi tutti gli emendamenti e gli articoli in linea con la maggioranza, ma non sempre “perché ci sono alcune tematiche che ci stanno particolarmente a cuore – ha sottolineato Silvia Piccinini – come il sostegno ai Comuni per l’iscrizione all’anagrafe di bambini di coppie omogenitoriali o il sostegno alle persone transessuali impegnate in percorsi di transizione”.

Approvato un emendamento a firma Piccinini che prevede che la Regione valuti l’opportunità di costituirsi parte civile nei casi di violenza causata dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere, devolvendo l’eventuale risarcimento a sostegno degli interventi previsti dalla legge in oggetto.

Resta comunque forte il confronto sull’emendamento 72 a firma Giuseppe Paruolo (Pd) (che va a sostituire il precedente del dem Boschini), che fa riferimento alla procreazione medicalmente assistita e che spinge “la Regione a non concedere contributi ad associazioni che nello svolgimento delle proprie attività realizzano, organizzano o pubblicizzano la surrogazione di maternità”.

Secondo Silvia Prodi (gruppo Misto) “associare la gestazione per altri a questa legge è completamente improprio, è un tema completamente strumentale ed estraneo alle finalità della legge”.

Secondo Piccinini è “un emendamento che non c’entra nulla. Si tratta di una censura preventiva, nessuno si permetterà più di parlare di maternità surrogata”.

Igor Taruffi (Sinistra italiana) ha ribadito: “Riteniamo inopportuno inserire questo tema, anche se riconosciamo che tra la prima versione inaccettabile e questa sono stati fatti passi avanti.

Considerato, soprattutto, che la prima versione vedeva vicine le firme di alcuni consiglieri di maggioranza e altri della minoranza”.

Per Paolo Calvano (Pd) “c’è una visione della società che mi spaventa e l’obiettivo delle opposizioni è quello di non pronunciarsi sulle discriminazioni.

Credo sia giusto aver fatto di tutto per trovare una quadra e arrivare in fondo su questo progetto di legge.

Abbiamo lavorato per arrivare a un testo che fosse in linea con quanto la legge nazione in materia di maternità surrogata già dice.

Questa legge farà fare un passo avanti alla nostra Regione”.

(Margherita Giacchi)