Scuola Piacenza. Corso per insegnanti di sostegno, Fdi: permettere la frequenza ai docenti

I consiglieri interrogano la giunta per fare in modo che l’Ufficio scolastico dell’Emilia-Romagna conceda, come quelli di Lombardia e Piemonte, la possibilità di usufruire dei permessi

Il tirocinio formativo per insegnanti di sostegno, l’obbligo di frequenza e la scelta dell’Ufficio scolastico di “non tutelare gli insegnanti” come farebbero invece “gli uffici scolastici di Lombardia e Piemonte” finiscono nel mirino dei consiglieri regionali di Fratelli d’Italia  che hanno presentato un’interrogazione alla giunta.

“Il tirocinio all’Università di Milano- spiegano i consiglieri- è frequentato da molti insegnanti piacentini, ci si accede tramite concorso e c’è l’obbligo di frequenza, cosa, quest’ultima, che crea non pochi disagi agli insegnanti che per sopportarne i costi sono costretti ad accettare supplenze”. Inoltre “l’anno accademico ha avuto inizio l’1 luglio 2019 e terminerà a marzo 2020, quindi in un periodo molto ristretto gli insegnanti dovranno frequentare lezioni, laboratori, tirocini, esami, e ovviamente dovranno conciliare questi impegni con l’orario lavorativo”. Gli Uffici scolastici regionale di Lombardia e Piemonte “hanno tutelato i docenti ammessi al corso -sottolineano gli esponenti di Fdi- consentendo loro di poter usufruire delle ore residue di permessi per il diritto allo studio. Al contrario, l’Ufficio scolastico regionale Emilia-Romagna si è limitato a inviare circolari a tutti i dirigenti scolastici affinché agevolino la frequenza al tirocinio nel periodo da settembre a dicembre 2019, ma senza nessuna tutela”.

Dunque Tagliaferri, Callori e Facci interrogano la giunta per sapere “se sia al corrente di questa differenza di trattamento e se intenda attivarsi nei confronti dell’Ufficio scolastico regionale perché agli insegnanti della nostra regione siano garantite le stesse tutele offerte dagli Uffici scolastici di Lombardia e Piemonte”.

(Margherita Giacchi)