Giorgia Meloni al Secolo: “Governeremo con Salvini. Ad Atreju spiegheremo come”

di Francesco Storace

è pronta ad una campagna elettorale vincente e avvincente. In questa intervista al Secolo d’Italia spiega che crede nell’alleanza sovranista con la Lega “capace di durare cinque anni”. È soddisfatta del lavoro dei gruppi parlamentari uscenti. Si riparte da lì, “dal merito e dal territorio”, senza pensare di aver già vinto le elezioni. E intende aprire la campagna a elettorale ad Atreju, a Roma, dal 20 al 22 settembre.

Ci sarà l’alleanza?

Mi auguro di sì. Le analisi fatte sui voti delle Europee e sugli ultimi sondaggi dicono che Lega e Fratelli d’Italia insieme avrebbero oggi un’ampia maggioranza in entrambe le camere. Abbiamo le nostre differenti sensibilità ma sui grandi temi, dall’economia all’immigrazione alla famiglia, abbiamo valori comuni. E in Europa siamo stati gli unici due partiti italiani a votare contro la Von der Leyen, voluta da Merkel e Macron a capo della Commissione Ue. Tutto può succedere e noi siamo pronti ad ogni evenienza. Ma un’alleanza tra noi e la Lega è naturale e ci consentirebbe di costruire un governo coeso, capace di durare cinque anni e di dare le risposte che gli italiani attendono.

Alleanze prima del voto

Non avrebbe senso rischiare ancora di non avere una maggioranza dopo il voto e preferire un altro contratto di governo a un programma comune votato dai cittadini

Che liste proporrai al partito?

Sono molto soddisfatta del lavoro che i nostri gruppi parlamentari di Camera e Senato hanno svolto in questi 14 mesi. Non era facile il ruolo di opposizione patriottica, lo abbiamo svolto con coerenza e con la capacità di essere presenti, e spesso determinanti, su molti temi. Quindi certamente si riparte come già fatto dal merito e dai territori, magari con qualche innesto di qualità dal mondo del lavoro e dell’impresa. Perché se tutto va come ci auguriamo tra pochi mesi potremmo essere al governo e abbiamo bisogno di radicamento e di competenze.

Su che cosa punterai nel programma?

Nella scorsa campagna elettorale abbiamo puntato molto sul sostegno alla natalità. Forse non ha pagato molto in termini di consensi ma è un tema assolutamente centrale. La sostituzione etnica propugnata dalla sinistra non si combatte solo difendendo i confini con la nostra proposta di blocco navale, ma anche mettendo le nostre famiglie in condizione di avere figli. E fermando l’emigrazione dei nostri giovani dal sud al nord o dall’Italia all’estero.

Basta tasse, più investimenti

Pochi giorni fa il governo conservatore polacco, nostro alleato in Europa, ha azzerato le tasse agli under 26 per frenare la fuga dei cervelli. Studieremo qualcosa di simile. Ma il clou sarà la nostra ricetta trumpiana: meno tasse per chi produce, più investimenti pubblici per far ripartire la crescita.

Un errore da non commettere

Pensare che sia già vinta. Intanto in questi giorni dovremo vigilare per evitare che si riaffaccino i soliti giochi di palazzo e garantire agli italiani il ritorno alle urne. Poi ogni campagna elettorale fa storia a sé e dobbiamo essere pronti a fronteggiare qualsiasi colpo basso, perché un governo realmente sovranista farebbe paura a troppa gente.

Un rimpianto su quello che si poteva fare

Si poteva staccare la spina prima, il giorno dopo le Europee. Ci saremmo evitati anche solo la tentazione di utilizzare le scadenze europee e della legge di bilancio per tirare a campare. L’ho chiesto più volte a Matteo Salvini ma lui ha provato fino all’ultimo a salvare il salvabile. Ma come abbiamo detto fin dal primo giorno, l’Italia della tassa piatta e quella del reddito di cittadinanza non possono stare insieme. E il conto pagato dagli italiani alle follie dei 5 Stelle è stato già fin troppo salato. Quindi meglio tardi che mai.

Per Fdi altri arrivi

Ad Atreju che succederà?

Se tutto va come ci auguriamo, Atreju sarà la manifestazione di apertura della nostra campagna elettorale. Sarà il momento in cui ci confronteremo con le realtà produttive, con i mondi della cultura e del giornalismo, con i nostri alleati delle destre europee. E anche l’occasione per accogliere in Fratelli d’Italia nuovi amici che ci aiuteranno a rafforzare il nostro progetto. Vi aspettiamo a Roma per raccontarvi l’Italia che vogliamo costruire.