La lettera. Salvini si è incartato, l’occasione per la Meloni

di William Viale

Come ogni estate che si rispetti, a tenere banco sono i giornalisti sportivi che si dilettano ad accostare ai maggiori club nostrani i nomi dei vari fuoriclasse del panorama mondiale. Quest’anno però, a far loro concorrenza è la politica e la crisi di governo sancita del leader leghista che ha deciso di divorziare dagli alleati grillini.

Analizzando la partita a scacchi da cui Matteo Salvini si è momentaneamente allontanato, si vede subito che i vari schieramenti del centrosinistra, insieme ai 5stelle, stanno facendo a gara per sedersi al tavolo e tentare di prolungare la partita fino al 2023.

Il problema fondamentale, è il troppo ego di volersi appuntare al petto la medaglia di cartone che decreta il vincitore senza considerare che, realmente, esiste già uno seduto sul gradino più alto del podio: lo stesso Salvini.

Il leader leghista – o come l’ha etichettato il resuscitato Grillo parlante: “il barbaro” – ha già fatto scacco matto ed è consapevole che ogni mossa effettuata gioverà a lui e alla sua lega. Quella lega che prese in eredità quand’era al 3% e con la quale è arrivato a decuplicare i consensi.

L’unica mossa consentita a PD e M5S è quella di lanciare in aria tutte le pedine per iniziare una nuova partita. Qualora i due acerrimi nemici dovessero convolare a nozze, così come si è visto nel voto in Senato per la calendarizzazione del voto di sfiducia a premier Conte, si assisterebbe ad una vera e propria orda barbarica che premierebbe il lungimirante barbaro milanese ed il centrodestra.

Un modus operandi in perfetto old-style democristiano e che fa riecheggiare le parole di Andreotti: “Meglio tirare a campare che tirare le cuoia”.

Questo vorrebbe dire che i grillini, dopo aver incantato gli elettori come se fossero i poveri topi adescati dal pifferaio di Hamelin, si rivelerebbero uguali a tutta quella classe politica – attaccata alle poltrone – che hanno sempre criticato e, i pidioti… Beh, loro hanno già fatto vedere di che pasta sono fatti e come sono in grado di conciare il paese. Anche se, come recita un detto: “Al peggio non c’è mai fine”.

Queste sarebbero state le considerazioni da fare se non si vociferasse di una probabile ricucitura tra il leader del Carroccio ed i 5stelle.

In questo caso, ci sarebbe molto fermento tra le fila leghiste e, a trarne beneficio, potrebbe essere il partito di che è sempre stata coerente con la linea da seguire e che, più volte, ha consigliato a Salvini di porre fine al matrimonio insensato tra le due forze di governo.

All’interno della Lega, si sa che buona parte del proprio elettorato, arriva dalla destra storica; quella che ha le radici nel MSI di Almirante e Rauti e che passa per alleanza nazionale. Ne consegue che, per osmosi, Fratelli d’Italia andrebbe in ulteriore crescita e cambierebbero gli assetti del centrodestra: una Lega ridimensionata ed una Meloni che potrebbe andare ad insidiarsi – ancora di più – per la leadership.

Al momento si parla solo di teorie – una sorta di calciomercato in chiave politichese – ma, come noto, i sondaggi sono lo specchio dei rumors dei corridoio e della volontà degli italiani. Quegli italiani che sono sempre pronti ad abbandonare la barca prima che affondi per saltare sul carro del futuro vincitore. D’altronde, lo dice la storia!

Tutti questi passaggi per dire che la mossa migliore sarebbe quella del Presidente della Repubblica se decidesse di calare definitivamente il sipario su questo orrendo teatrino gialloverde e sciogliesse le camere consentendo il voto anticipato. Si eviterebbe così di vedere il massacro in diretta di molte forze politiche nello stesso momento. Inoltre, l’inquilino del Colle, deve considerare che per lui è già avvenuto il giro di boa – politicamente parlando – e quindi, se vuole tentare di tenere uno spiraglio aperto per un’eventuale rielezione nel 2020, non può permettersi errori. Ogni passo falso firmerebbe la sua condanna e quella dell’Italia intera.