Un registro telematico di chi “rinuncia” al cane in estate: ecco la proposta di FdI

Un registro telematico di chi “rinuncia” al cane in estate: la proposta avanzata da un gruppo di consiglieri di Fratelli d’Italia mette il dito nella piaga degli abbandoni estivi e della relativa carenza di provvedimenti e norme, come quella dell’iniziativa appena suggerita di stilare un registro che elenchi i nomi delle persone che hanno rinunciato al proprio cane riportandolo nel canile, anche per evitare che le stesse possano ripresentarsi «in futuro per altre adozioni».

La proposta FdI: un registro telematico di chi rinuncia al cane

«Creare un registro telematico regionale, consultabile in tutti i canili della regione, dei proprietari di cani che rinunciano a tenere il proprio animale»: è la proposta di Fratelli d’Italia contenuta in un’interrogazione depositata oggi in Regione Emilia-Romagna nella quale i consiglieri regionali , e focalizzano il problema del ritorno di molti animali nei canili per rinunce, in particolare durante il periodo estivo. Il registro telematico, per gli esponenti di Fdi, servirebbe nel caso in cui le stesse persone che hanno rinunciato al proprio cane riportandolo nel canile «si ripresentino in futuro per altre adozioni». Con il registro, dunque, verrebbero «considerate persone inadatte all’affido di altri animali». L’atto ispettivo parte dalla situazione legata al canile di Montebolzone, in provincia di Piacenza: «Anche nell’estate in corso – scrivono i consiglieri – si è registrato un consistente numero di ingressi nei canili per rinunce dei cani da parte dei loro padroni, oltre ai casi di abbandono e di sequestri dell’autorità giudiziaria. Le rinunce, che dovrebbero essere giustificate da gravi motivi, spesso avvengono anche per motivi futili, come la difficoltà di portare l’animale in vacanza».

Anche per evitare che chi abbandona il cane possa fare nuove adozioni

E ancora: «A volte – continuano gli esponenti di FdI – si tratta di cani di persone anziane che vengono ricoverate e i cui parenti non vogliono prendersene cura o di stranieri che si spostano per motivi diversi e non tengono più l’animale. I cani che vengono abbandonati o consegnati ai canili per rinunce subiscono traumi enormi, con la perdita di affetto e il passaggio dalla situazione di vita domestica alla struttura pubblica, oltre a rappresentare pesanti costi di gestione per le amministrazioni locali». Per questo motivi i consiglieri chiedono anche alla Regione «quali provvedimenti intenda assumere per contrastare le rinunce dei cani quando non vi siano realmente gravi motivi che le giustifichino».