Foti: «Governo Pd-M5s? Matrimonio di interesse e non di amore»

Presentato il programma della “Festa Tricolore 2019”, kermesse del partito politico di Fratelli d’Italia, fissata per sabato 31 agosto a Pecorara, nel comune di Alta Val Tidone. A margine, l’onorevole commenta la delicata situazione politica nazionale di questi giorni

E’ stato presentato il programma della “Festa Tricolore 2019”, kermesse del partito politico di Fratelli d’Italia, fissata per sabato 31 agosto a Pecorara, nel comune di Alta Val Tidone.

Alla presenza dei vertici locali di Fd’I – l’onorevole Tommaso Foti, il consigliere regionale , il sindaco di Alta Val Tidone e consigliere provinciale , la consigliera del capoluogo – la tradizionale manifestazione presenta un menù culinario, culturale e politico, ricco di appuntamenti: si passerà da una tavola rotonda con gli amministratori locali a confronti e dibattiti politici, oltre alla presenza di personalità importanti del partito, come l’onorevole , e . Leccornie piacentine accompagneranno l’intera durata dell’evento, con salumi e primi piatti della tradizione accanto ai vini della Val Tidone, oltre ad un intrattenimento musicale.

A margine della presentazione dell’evento, impossibile non chiedere all’onorevole Foti un parere sulla delicata situazione politica che il nostro Paese sta vivendo in questi giorni: «La nostra festa cade in un momento clou, a livello nazionale, e penso ci arriveremo con due opzioni possibili: o saranno state sciolte le Camere la mattina del 31 agosto, o ci sarà un nuovo Governo, che sinceramente non saprei quale potrebbe essere» – ha esordito l’onorevole.

«C’è un dialogo dei 5 Stelle con il Pd ma non si chiude la porta ad un’edizione bis di M5s e Lega: è evidente che per i grillini uno vale l’altro, basta stare a cavallo della poltrona».

Un giudizio su Matteo Salvini? «La sua scelta è stata coraggiosa, ma forse sui tempi si è verificata una reazione diversa da quella che dava per scontato, ovvero che il Pd e il M5s non avrebbero mai comunicato», spiega Foti.

«Se si voleva andare alle elezioni ad ottobre, tanto valeva anticipare la crisi a fine giugno, una volta ottenuti i risultati delle europee. La crisi ad agosto è indubbiamente più difficoltosa da gestire, a livello tecnico: i tempi dettati dal presidente Mattarella sono obbligatoriamente stretti, in quanto se si andasse a votare il 27 ottobre, le nuove Camere non riuscirebbero a insediarsi prima del 20 novembre circa, considerando anche il complesso calcolo di questo sistema elettorale», continua.

«La rottura politica poteva essere fatta sulla legge di bilancio, votandola comunque per spirito di senso nazionale, staccando la spina a gennaio e andando a votare a marzo», conclude.

«Mi auguro solo che i tempi scelti non servano a qualcuno per tornare al centro di una scena politica da cui ormai era ai margini, come il Pd. Un Governo non può nascere in 4 giorni tra due partiti che fino a poco tempo fa se ne dicevano di tutti i colori: sarebbe un matrimonio di interesse piuttosto che d’amore».