Legge “salva bebè”, Foti “Nuova vittima causata dalla sciatteria politica”

“La sciatteria politica e la logomachia della burocrazia ci costringono a piangere una nuova vittima innocente”.

E’ il duro affondo di , Vice-capogruppo vicario alla Camera di Fratelli d’Italia, nell’illustrare l’interrogazione a risposta immediata del gruppo parlamentare in merito alla mancata applicazione della “Legge Meloni”, provvedimento approvato in via definitiva, esattamente un anno fa, allo scopo di rendere obbligatori i dispositivi acustici sui seggiolini delle autovetture per impedire l’abbandono dei bebè in macchina.

L’intervento di Foti ha preso le mosse dalla tragica notizia di pochi giorni fa della morte di un bimbo a Catania, proprio per la dimenticanza di un genitore: “Quanto avvenuto – attacca il parlamentare piacentino – si sarebbe potuto evitare se il competente Ministero, quello delle Infrastrutture e dei Trasporti, avesse provveduto, con la normale diligenza, ad adempiere i propri compiti rispetto all’emanazione del necessario decreto attuativo per dare applicazione alla legge”.

Un “match”, quello alla Camera, tutto piacentino: a replicare all’interrogazione del gruppo parlamentare del movimento politico di ha infatti provveduto la neo-Ministro alle Infrastrutture Paola De Micheli. Il Ministro – riferisce una nota di Fratelli d’Italia – ha ripercorso l’iter burocratico che ha seguito l’approvazione della legge nel 2018, evidenziando come la dilazione dei tempi sia stata legata alla interlocuzione con le competenti istituzioni europee per la stesura del decreto ministeriale ed, infine, alla attesa del parere del Consiglio di Stato il cui termine per esprimersi è fissato per il 26 settembre, impegnandosi quindi a siglare il decreto immediatamente dopo questo parere.

Foti non ci sta: “Capisco che il Ministro – chiosa il deputato di Fratelli d’Italia – per carità di maggioranza abbia taciuto come l’invio della bozza di decreto all’Unione Europea, da parte dell’allora Ministro Toninelli, sia avvenuta con 60 giorni di ritardo. A questo si è aggiunta un’ulteriore dilazione dei tempi, avendo l’Ue richiesto una proroga di ulteriori 60 giorni per esprimersi, non essendo d’accordo con la proposta formulata dal Governo italiano”.

Il deputato di Fratelli d’Italia non fa sconti: “Al primo di luglio – rimarca Foti – la legge Meloni avrebbe potuto trovare corretta applicazione se solo si fosse lavorato, nelle competenti sedi, con la normale diligenza. Inoltre – è l’allarme di Foti – nulla si sa rispetto ai 120 giorni previsti dalla legge per consentire ai produttori di autoveicoli di adeguarsi alla nuova normativa, con la concreta possibilità che vi siano ulteriori ritardi. Il dramma – conclude il deputato di Fratelli d’Italia – è che si sarebbe potuta evitare una tragedia e così non è stato”