Callori (FdI): «Bonaccini non può assistere in silenzio, porti al Governo i problemi dell’export emiliano romagnolo»

, consigliere di Fratelli d’Italia in Regione, attacca la maggioranza M5S-Pd perchè «incapace di fare gli interessi della nostra Regione»

Callori manifesta «preoccupazione e sconcerto» per le notizie relative alle decisioni del WTO (l’Organizzazione mondiale del commercio) sui dazi «un fatto grave e inconcepibile, intollerabile per l’export emiliano romagnolo».

«Questo perchè – aggiunge il consigliere – tra le finalità dell’organizzazione c’è anche quella dell’abolizione o della riduzione delle barriere tariffarie».

«I dazi americani, sottolinea il consigliere di , colpiranno “produzioni strategiche”. L’eccellenza tricolore, i nostri prodotti di nicchia, tutto è in forse, il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano, il Culatello di Parma, la mozzarella di bufala sono tra le vittime illustri dei dazi americani.

Il Wto li ha autorizzati contro l’Unione europea per la bellezza di 7,5 miliardi di dollari. Per il nostro agroalimentare è una mazzata tra capo e collo che proprio non ci voleva. Il 25% di supertassa sulle eccellenze del made in Italy colpisce duramente l’export nazionale in uno dei suoi settori di punta».

«Il dazio passerà dagli attuali 2,15 dollari al chilo a circa 6 dollari al chilo. E’ questa la conseguenza dei dazi Usa sul Grana Padano e sul Parmigiano Reggiano.

Ciò significa – prosegue il consigliere piacentino – che il consumatore americano acquisterà il Parmigiano Reggiano ad un prezzo maggiorato: se oggi il costo è pari a circa 40 dollari al chilo, dal 18 ottobre a scaffale sarà ben oltre 45 dollari al chilo. E’ difficile, al momento, prevedere quali saranno gli effetti immediati delle tariffe.

Per il Parmigiano gli Stati Uniti rappresentano il secondo mercato export con 10 mila tonnellate di prodotto. L’Unione europea ha appoggiato gli Stati Uniti per le sanzioni alla Russia che come ritorsione ha posto l’embargo totale su molti prodotti agroalimentari, come i formaggi, che è costato al Made in Italy – come riportano i dati della Coldiretti – oltre un miliardo in cinque anni – e ora l’Italia rischia di essere ingiustamente anche tra i Paesi più puniti dai dazi Usa per la disputa tra Boeing e Airbus che è essenzialmente un progetto franco-tedesco».

«Sono amareggiato – conclude Fabio Callori – perché si va a colpire ingiustamente uno dei settori più forti della nostra economia. A questo punto chiedo alla Giunta regionale, al Governatore Stefano Bonaccini, di farsi portavoce delle tante aziende emiliano-romagnole, in questo momento in grandissima difficoltà, davanti al Governo -M5S per evitare che gli effetti dei dazi diventino traumatici per le filiere coinvolte».