Tornelli sui bus anti “portoghesi”, sì unanime del Consiglio

Passa con i voti di tutta l’aula la proposta di Lega e Fratelli d’Italia per combattere evasori del biglietto e incivili.

Un tornello costa sui 4500 euro: andrebbe installato sui sessanta bus urbani.

Domeneghetti: «Partiamo con una sperimentazione sul 10% dei bus per vedere quanto vengono rallentate le corse»

È ora di far partire la sperimentazione dei tornelli sugli autobus cittadini. Lega e Fratelli d’Italia sono tornati alla carica, per lottarecontro i “portoghesi”, coloro che non pagano il biglietto del bus e sono sprovvisti di abbonamento, e gli incivili.

La risoluzione dei due partiti, presentata in aula – durante la seduta del 14 ottobre dalla leghista Lorella Cappucciati – è stata approvata all’unanimità da maggioranza e opposizione.

«Gli oltre 9 milioni di passeggeri dei bus – ha fatto notare (Fratelli d’Italia) – presentano un tasso di evasione del 5,34%. Stiamo parlando di 500mila corse non pagate. Con i tornelli potremmo avere 800mila euro di evasione recuperata».

I proponenti hanno fatto due conti. Un tornello, piazzato all’entrata (nella parte interiore), costa mediamente sui 4500 euro: occorrerebbero 270mila euro per installarli su tutti e sessanta i bus urbani.

«In un anno – ha segnalato Domeneghetti – potremmo recuperare l’intero investimento. Sarà però necessario fare una sperimentazione, magari su un campione del 10% dei bus.

Questo per avere una risposta chiara all’obiezione principale: i tempi di allungamento delle corse in caso di salita e discesa dei passeggeri, costretti a fare i conti con i tornelli.

Sappiamo che a Piacenza la velocità media dei mezzi è di 17 chilometri all’ora, in linea con altre città che hanno caratteristiche simili a quelle del capoluogo».

La Giunta Barbieri si è dichiarata favorevole alla proposta. «Siamo d’accordo con l’opportunità di far partire una fase sperimentale – ha detto l’assessore Paolo Mancioppi – per vedere l’incasso e le quote di quei bus e verificare i tempi del possibile rallentamento della corsa».

«Peccato che sia stato ignorato un ordine del giorno, già approvato da quest’aula un anno fa. C’è voluta una risoluzione della Lega e di Fd’I – ha detto polemicamente Massimo Trespidi (Liberi) rivolgendosi alla Giunta – per ricordarvi di farlo.

Gli assessori cosa ci stanno a fare? Noi voteremo il provvedimento, perché si recupera l’evasione. Chi non paga il biglietto sul bus costringe gli altri a pagare di più».

«La flotta piacentina di bus è già piuttosto vetusta – ha aggiunto Sergio Dagnino (Movimento 5 Stelle) -, il trasporto pubblico locale ha bisogno di interventi. Recuperare risorse è perciò utile».

Luigi Rabuffi (Pc in Comune) ha sottolineato che la sperimentazione è già in corso a Bologna su quattro linee di bus. Roberto Colla (Piacenza Oltre) è intervenuto sui presunti tempi allungati delle corse.

«Mi spaventa – ha spiegato – che non ci siano corsie preferenziali per i bus nel traffico. Sappiamo che al mattino è difficile ripartire e immettersi nel traffico».

Apprezzamento per l’iniziativa da parte di Francesco Rabboni (Forza Italia). «Chi non può pagare – ha fatto notare Michele Giardino (Gruppo Misto) – s’infila nel deflusso dal bus in uscita.

Non ci sarà un abbattimento del 100% dell’evasione, ne siamo consapevoli. Ma qualcosa bisogna iniziare a fare».

PASSONI: «NON ANCORA DEFINITO IL CONTRIBUTO A SETA»

Il sindacato Faisa-Cisal nei giorni scorsi aveva fatto circolare la voce che il Comune di Piacenza e gli altri 45 della provincia avrebbero deciso di azzerare il finanziamento che gli enti locali (si parla di 0,20 euro a chilometro) elargiscono all’azienda del trasporto pubblico locale Seta per far fronte alle esigenze del servizio.

La questione è stata riportata all’attenzione del Consiglio comunale da Christian Fiazza (Pd), dopo che già l’azienda Seta aveva smentito questa comunicazione dei comuni.

Anche l’assessore al bilancio Paolo Passoni ha negato questa indiscrezione. «Da parte del Comune di Piacenza – è l’intervento dell’assessore – non c’è stata alcuna comunicazione, né orale né scritta, così come da parte degli altri comuni o della Provincia.

L’anno scorso i comuni della Provincia hanno elargito 550mila euro, in accordo con Tempi Agenzia.

Negli anni precedenti i fondi erano stati superiori e vicini alla quota di 800mila euro.

Per il 2020, 2021 e 2022 stiamo ragionando, ma nessuno ha comunicato che il contributo sarà pari a zero. Seta ha infatti smentito la cosa. Il contributo da parte del capoluogo ci sarà, ma non sappiamo ancora di quanto. Ne stiamo discutendo».