Meloni: «Ecco qual è la verità sulla mia telefonata alla senatrice Segre»

di Viola Longo

torna sul tema della Commissione Segre, spiegando nuovamente le ragioni dell’astensione così volgarmente strumentalizzata dalla sinistra. E, in una diretta Facebook, spiega anche cos’ha detto davvero alla senatrice a vita, durante quella telefonata fatta “perché ne ho enorme rispetto e meritava una spiegazione diretta e personale”.

L’antisemitismo usato come pretesto

La leader di FdI nel video ripercorre, dunque, le “interpretazioni forzate” dell’astensione. E chiarisce che “noi abbiamo scelto di non votare la mozione perché la commissione è molto molto debole sulla lotta all’antisemitismo”. Questione che è stata anche oggetto di emendamento FdI. “Mai si parla di terrorismo e fondamentalismo islamico. Mai è citato lo Stato di Israele”, chiarisce Meloni, ricordando che durante le manifestazioni del 25 aprile “la Brigata ebraica viene sistematicamente cacciata, perché l’estrema sinistra è reticente verso Israele”. Del resto, la stessa mozione oggi al centro di tante polemiche, non nasce in questa legislatura. Nasce durante la precedente con il nome di Commissione Jo Cox, con la firma di Laura Boldrini.

Meloni: «Un bavaglio per chi non è di sinistra»

Oggi della proposta Boldrini viene eredita in toto l’impostazione, che, ricorda Meloni, prevede che la commissione possa “segnalare all’autorità e ai social network chiunque sia responsabile di fatti di antisemitismo, e siamo tutti d’accordo, di razzismo, e siamo tutti d’accordo, ma anche chi è portatore di idee nazionaliste, etnocentriche e chi diffonde stereotipi e pregiudizi”.

“Io sono patriota, più che nazionalista, ma non mi pare che il nazionalismo sia un reato e non si capisce perché segnalarlo”, sottolinea Meloni. “Secondo la sinistra “prima gli italiani” è etnocentrismo. Dire che l’immigrazione incontrollata incide sull’aumento dei reati è pregiudizio e stereotipo. Dire che i rom non mandano i figli a scuola è pregiudizio e stereotipo. Quindi, in realtà la commissione non serve a combattere l’antisemitismo, ma a mettere il bavaglio a tutti quelli che non la pensano come quelli di sinistra”.

La telefonata alla Segre e le “interpretazioni” di Repubblica

“Questo ho spiegato alla senatrice Segre, dicendo che stereotipi e pregiudizi è una maglia troppo larga. E poi chi decide cos’è stereotipo e pregiudizio? Ma dirò di più: cos’è diffondere odio?”, chiede Meloni. “Alla senatrice ho anche raccontato che l’altro giorno ho sentito un esponente considerato autorevolissimo del mondo della psicologia, tale professor Cancrini, dire che io diffondo parole d’odio perché dico di difendere Dio, Patria e Famiglia. Ho fatto questo esempio alla senatrice Segre e mi dispiace che lei, ma forse non lei, quanto Repubblica, abbia interpretato che io ho detto che non votavamo la mozione perché difendiamo la famiglia. I miei concetti – sottolinea la leader di FdI nel video – sono sempre un tantino più complessi di come li riporta Repubblica”.

«Votiamo un documento serio sull’antisemitismo»

“Ditemi voi se dire di difendere qualcosa può essere diffondere parole d’odio», aggiunge quindi Meloni, ribadendo la volontà di FdI di «votare un documento serio sull’antisemitismo”. “Noi ci siamo, ma non ci si può nascondere dietro una questione così seria per realizzare la censura politica dei propri avversari». «Io – conclude Meloni – voglio vivere in una nazionale libera, non in un regime”.