Giorgia Meloni smaschera le fake news della trasmissione Report

In una conferenza stampa al Senato, la leader di Fratelli d’Italia demolisce completamente l’inchiesta andata in onda qualche giorno fa sulla Rai

di Ulderico de Laurentiis

Dati falsificati e decontestualizzati, una vera e propria fabbrica di fake news che più che giornalismo d’inchiesta è giornalismo di teorema. La tesi? un regia sovranista internazionale, una mano nera globale che muoverebbe come burattini anche i politici nostrani, come Matteo Salvini e la stessa .

La premessa. La trasmissione di Report.

Il 28 ottobre 2019 la trasmissione Report di Rai3 mandava un servizio dal titolo “La fabbrica social della paura” nel quale venivano diffusi una serie di dati relativi all’account Twitter di Giorgia Meloni. Nel corso della trasmissione si afferma che tali dati dimostrano un collegamento anomalo tra l’account di Giorgia Meloni e quelli di Trash Italiano e della cantante Francesca Michielin. Report sostiene, altresì, che l’account di Giorgia Meloni fa un ricorso massiccio di follower “anomali” che nascondono con ogni probabilità account “marionetta/Bot”, presi a pagamento o messi a disposizione da una qualche “regia sovranista mondiale”.

La contro-analisi di Fratelli d’Italia smonta le Fake News

FDI ha  proceduto quindi a verificare tali dati utilizzando il software “Audiense Connect”, lo stesso utilizzato dall’esperto di Report (tale Alex Orlowski). La conclusione è sorprendente e non si presta a interpretazioni di sorta: Report ha mistificato la realtà. L’analisi è consultabile qui.

In sintesi, Fratelli d’Italia ha spiegato come la trasmissione Report abbia mistificato la realtà per costruire la teoria di un “complotto sovranista su internet”.

“Report ha accusato Giorgia Meloni, il sito Trash italiano e la cantante Michielin di avere un qualche oscuro collegamento e di fare ricorso ad “account marionetta e Bot”, teoria priva di qualsiasi riscontro”, spiega il report di FDI.

“Non sarebbe stato doveroso per il Servizio Pubblico verificare l’attendibilità degli esperti prima di ingaggiarli e verificare i dati prima di rivolgere accuse infondate a un esponente politico, a una giovane cantante e a chi svolge una attività privata, causando evidenti danni di immagine”? È la riflessione che emerge dal documento distribuito in Conferenza Stampa.

“Inoltre, precisano da FDI, il Fact Checking è stato fatto volutamente solo su numeri e dati, che non si prestano a interpretazioni. Ma la stessa faziosità è stata utilizzata da Report per muovere accuse di ogni genere a Giorgia Meloni e al mondo dei “sovranisti”, come il gravissimo accostamento fatto tra Giorgia Meloni ad autori di atti criminali e terroristici, l’insinuazione di opachi rapporti internazionali o ancora l’insinuazione di far parte di un grande movimento contro la Chiesa e il Papa.

Il termine “Sostituzione Etnica”, usato per forzare collegamenti tra la Meloni e terroristi-suprematisti bianchi.

Eppure i dati del Ministero dell’Interno dicono che dal 2013 ad oggi sono sbarcati in Italia 681mila clandestini (dati del Ministero dell’Interno), a fronte di un’emigrazione massiccia: in 10 anni sono emigrati 500mila italiani, di cui 250mila giovani. La sostituzione etnica è dunque nei fatti, si tratta di un dato e non di un delirio estremista che Report sembra voglia suggerire ai telespettatori.

Il “complotto” della citazione di Chesterton

“Il servizio parla del mio intervento al Congresso di Verona e il giornalista si sofferma sulla citazione di Chesterton”, spiega la Meloni. “Per Report io avrei usato quelle parole perché “di moda negli ambienti ultracristiani e tra coloro che alimentano campagne contro Papa Bergoglio”. Una balla. Basta conoscere un po’ la Chiesa e la sua storia per saperlo. Preferisco citare chi ne sa più di me e che di certo non può essere etichettato come nemico dell’attuale Pontefice. È Andrea Monda, l’attuale direttore dell’Osservatore Romano scelto proprio da Bergoglio, e noto studioso di Chesterton. In un libro dedicato al mondo letterario del Papa, Monda scrive che Chesterton “fa parte delle letture di Jorge Mario Bergoglio, al punto che il nome di quest’ultimo compare tra quelli dei membri della Società Chestertoniana Argentina”. E poi, parlando dell’importanza di Chesterton per i cattolici, scrive che lo scrittore ha “sviluppato una lunga dimestichezza con i Papi del Novecento, a partire da Pio XI, che lo ricevette con molto calore in udienza e, quando lo scrittore morì nel 1936, scrisse un telegramma di cordoglio in cui lo definì Defensor Fidei. Tutti i Papi del secondo dopoguerra hanno letto e apprezzato Chesterton: Giovanni Battista Montini ha scritto una splendida recensione al saggio Ortodossia, Albino Luciano gli ha indirizzo una lettera nel suo “Illustrissimi”, Wojtyla e Ratzinger sono stati due suoi lettori e ammiratori, al punto che Benedetto XVI lo ha anche citato in un’intervista per un’emittente televisiva tedesca”. Dunque: sostenere, come ha fatto Report, che io abbia usato una citazione di Chesterton su suggerimento di chissà quale “oligarca russo” o di Bannon per attaccare la Chiesa e Papa Francesco è una sciocchezza spaziale.”

Il video che spiega tutto in 6 minuti.

Conclusioni

Compito di una trasmissione di inchiesta sul Servizio Pubblico dovrebbe essere quello di trovare notizie sensazionali, non costruirle a tavolino forzando la realtà dei fatti.

Bisogna aggiungere il potenziale danno di immagine che hanno subito il sito “Trash italiano” e la cantante Francesca Michielin che potrebbero – a ragione – decidere di rivalersi sulla trasmissione. Così come, alla luce di quanto emerso dalla Conferenza Stampa della Meloni, torna lecito chiedersi se la Rai non pensi di dover prendere dei provvedimenti su questo tipo di trasmissione che non fa onore al concetto di Servizio Pubblico.