Bibbiano, un padre: «Accusandomi di omofobia mi hanno portato via i miei due figli»

Bibbiano. Se n’è parlato in Sant’Ilario in un incontro organizzato da Fratelli d’Italia. Al tavolo anche un padre a cui hanno tolto due figli dopo averlo accusato di omofobia

«Una vicenda agghiacciante che è solo la punta dell’iceberg di un sistema perverso, quando ci saranno ulteriori sviluppi scoppierà ancora una bomba.

Mi hanno portato via due figli con l’accusa di essere omofobo dopo la separazione da mia moglie che ora ha una compagna».

Chi parla è Antonio Margini, un padre, coinvolto e travolto dalla vicenda giudiziaria dei bambini tolti ai genitori a Reggio Emilia. Di Bibbiano se n’è parlato nell’auditorium, affollato, di Sant’Ilario nel pomeriggio del 23 novembre.

L’incontro è stato organizzato da Fratelli d’Italia e ha visto relatori (consigliere comunale e candidata alle elezioni regionali), gli onorevoli , (capogruppo commissione parlamentare dell’infanzia) e appunto Antonio Margini che ha raccontato la sua storia.

«Fortunatamente, nonostante la vicenda non si sia ancora conclusa, a luglio ho potuto riabbracciare i miei figli che ora vedo con regolarità: sono sereni».

Business e ideologia, secondo Margini, alla base dello scandalo che ha alzato il velo, con l’indagine “Angeli e demoni”, su un sistema di affidi illeciti.

Alcuni bambini sarebbero stati sottratti alle famiglie sulla base di dichiarazioni e relazioni manipolate, per poi essere affidati ad amici e conoscenti dei soggetti coinvolti.

Nel giugno 2019 le ordinanze di misura cautelare al termine di un anno di indagini iniziate per un aumento esponenziale delle segnalazioni di abusi sessuali su minori provenienti dal Servizio Sociale dell’Unione dei Comuni della Val D’Enza e dei conseguenti allontanamenti dalle famiglie biologiche.

I minori poi venivano collocati nella struttura pubblica “La Cura” gestita dalla onlus Hansel e Gretel. «Sono stato convocato e sono stato accusato di essere omofobo.

Federica Anghinolfi (dirigente dei servizi sociali dell’Unione Val D’Enza, indagata insieme a tanti altri) – racconta – mi ha detto “quelli come te li conosco. Visto che tua moglie ora sta con una donna, tu le odi”, ma non era vero.

Da quel giorno vedevo i miei figli in seduta protetta un’ora ogni venti giorni. Non ci potevo credere, e durante ogni incontro accadeva qualcosa per cui venivo accusato di essere un cattivo padre, ho capito che qualcosa non quadrava e ho registrato quanto succedeva e poi ho denunciato».

«Noi stiamo parlando fatti accaduti e di come prevenirli: non entriamo nel merito della vicenda processuale, non siamo un tribunale ma riteniamo – ha dichiarato Foti – che le disfunzioni che si sono verificate sotto il profilo amministrativo in questa vicenda dimostrano che devono essere cambiate alcune leggi a livello nazionale, e che la regione deve fare il suo lavoro di controllo e non far finta di niente quando di stratta degli amici degli amici».

«E’ stato un momento di confronto e riflessione su un tema importante e sentito. Non siamo qui per fare processi, emettere sentenze e sostituirci ai magistrati.

Siamo qui per approfondire una vicenda drammatica che ha visto coinvolte persone con ruoli amministrativi e politici e vittime minori innocenti strappati alle loro famiglie per interessi economici accecati da visioni ideologiche distorte.

Dobbiamo farlo per capire quale sono le criticità del sistema affinché certi episodi non si ripetano più. Nessuna strumentalizzazione.

Coloro che vogliono il nostro silenzio non potranno smorzare il nostro grido di giù le mani dai bambini», ha dichiarato Gloria Zanardi, moderatrice dell’incontro e consigliere comunale di Fd’I.

Nelle prime file ad ascoltare la testimonianza, oltre a tutti i vertici locali di Fratelli d’Italia (, , consiglieri regionali) anche i consiglieri comunali , Giancarlo Migli e l’assessore . Tra il pubblico i consiglieri Pd Stefano Cugini e Giorgia Buscarini.