Sardine per nascondere il Pd. Domenica a Bologna l’orgoglio della destra

Se il Pd si nasconde dietro le sardine, a Bologna domenica prossima andrà fieramente in scena l’orgoglio della destra. Nella grande cornice del Teatro EuropAuditorium interverrà nel nome della concretezza programmatica. Perché non è più il tempo delle urla contro gli avversari. È il momento della proposta politica per vivere meglio, anche in una regione come l’Emilia Romagna, che ha cessato di essere il cosiddetto modello amministrativo di un tempo.

Ora l’alternativa c’è  e l’occasione per mettere in campo idee e progetti la offrirà la ghiotta occasione di domenica prossima nell’evento promosso dal gruppo di Fratelli d’Italia al Senato.

A Bologna la strategia di Giorgia Meloni

La grandissima platea di domenica prossima vivrà il momento con la consapevolezza di essere alla vigilia di una grande svolta politica. Starà a Giorgia Meloni indicare la strategia per conquistare finalmente la regione. Come in Umbria e in ogni altro territorio dove si sia votato in Italia dal marzo 2018 a questa parte.

Fa impressione vedere la propaganda del presidente uscente Bonaccini. È lui stesso a togliersi giacche, bandiere e simboli del suo partito, il Pd, invitato a nascondersi nella campagna elettorale. E sono volate parole grosse tra il governatore e Zingaretti quando qualche giorno fa, proprio a Bologna, il segretario del Pd non ha trovato di meglio che rilanciare lo ius soli. Bonaccini è esploso, perché sa che questi argomenti non fanno altro che mettere benzina nel motore della destra.

Non si vedono più banner, striscioni, manifesti col simbolo del Pd. È già qualcosa di incredibile quel che sta accadendo a Bologna. Solo sardine. Mimetismo politico.

Giorgia Meloni, invece, esporrà i contenuti della manovra alternativa di bilancio contenuta negli emendamenti dei senatori di Fratelli d’Italia. Altro che Bella Ciao…

Il povero Bonaccini è disperato per la tassa sulla plastica, che in Emilia Romagna si abbatterebbe su tantissime imprese già pronte a voltare le spalle alla sinistra. La precisione chirurgica degli emendamenti della destra sta provocando torsioni notevoli nell’imbarazzante compagnia di governo e forse, proprio grazie all’opposizione, questa robaccia partorita da Conte potrebbe sparire per davvero dal tavolo.

Anzitutto, abolire il reddito di cittadinanza

Ma non solo. A Bologna Fratelli d’Italia spiegherà perché il reddito di cittadinanza tanto caro a Di Maio va abolito. Anziché l’assistenzialismo, va finanziato lo sviluppo. E di qui una mole di proposte per rilanciare l’economia. Davvero non si spiega come quella norma grillina abbia potuto ammaliare sia i leghisti del primo governo Conte che il Pd del secondo, se non con la solita, atavica fame di poltrone.

Ma se le poltrone servono a danneggiare la Nazione e la sua economia, esse vanno sfilate a chi le occupa.

Finirà che Bonaccini chiederà a Zingaretti di farsi vedere il meno possibile in Emilia Romagna. E certo non è che abbia portato bene la compagine nazionale di governo nelle recenti elezioni umbre, altra terra rossa strappata alla sinistra dopo decenni di dominio.

Poi, il governatore uscente dovrà regolarsi anche con i messaggi “contro” delle sardine. È vero che c’è l’hanno con la destra, ma a furia di strillare le urla si ritorcono sempre contro chi comanda. E con Bella Ciao potrebbero salutare definitivamente la “loro” regione…