Vertenza Amazon, Foti: «L’ispettorato del lavoro si assuma le sue responsabilità»

Il deputato al ministro del lavoro Nunzia Catalfo: «Disponga quanto necessario affinché i competenti uffici dell’Ispettorato del Lavoro si facciano carico delle spese legali a carico dei lavoratori»

«Se questa vicenda non colpisse duramente tanti lavoratori la si potrebbe persino definire una farsa».

È la laconica considerazione di , deputato piacentino di Fratelli d’Italia, che sin dall’inizio della vertenza tra Amazon e i lavoratori somministrati ha sostenuto quest’ultimi a “colpi” di interrogazioni parlamentari.

«Giova ricordare – rimarca Foti in un nuovo atto ispettivo rivolto al Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo – che a giugno 2018 fu proprio l’Ispettorato del Lavoro, in una nota diramata a mezzo stampa, a diffondere la notizia che “l’azienda aveva utilizzato, nel periodo da luglio a dicembre 2017, i lavoratori somministrati oltre i limiti quantitativi individuati dal contratto collettivo applicato” e che, sempre l’Ispettorato del Lavoro, in una lettera nominale rivolta ai singoli interessati, comunicava che il lavoratore “potrà valutare l’opportunità di attivarsi per il riconoscimento dei propri diritti”».

In buona sostanza fu l’Ispettorato a prefigurare per i somministrati la possibilità di essere assunti.

«A seguito delle citate comunicazioni – spiega il parlamentare del movimento politico di – diversi lavoratori si sono rivolti alle rispettive sigle sindacali o a legali di fiducia per far valere i propri diritti. I ricorsi sono stati tutti respinti, poiché gli interessati non avrebbero impugnato gli atti relativi entro 60 giorni dalla conclusione del rapporto di lavoro».

«Nei fatti – continua Foti – è doveroso sottolineare che, nonostante più volte sollecitata dalle organizzazioni sindacali, Amazon abbia reso disponibili i dati sui lavoratori somministrati solo il 20 giugno 2018 e, per questo motivo, l’azienda era stata sanzionata dall’Ispettorato del Lavoro».

Nella dettagliata ricostruzione il parlamentare piacentino non manca di denunciare che «oltre alla reiezione dei ricorsi, il Giudice del Lavoro di Piacenza ha condannato i lavoratori al pagamento delle spese di controparte, misura conseguente all’azione promossa dai lavoratori in ragione del legittimo affidamento dagli stessi prestato al contenuto della comunicazione diffusa dagli uffici dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro».

L’appello di Foti al Ministro del Lavoro è netto: «Il Ministro disponga quanto necessario affinché i competenti uffici dell’Ispettorato del Lavoro si facciano carico delle spese legali a carico dei lavoratori.

Le istituzioni, specie come in questo caso ove sono in parte responsabili del nocumento patito dai lavoratori, hanno il dovere di non voltarsi dall’altra parte ma di intervenire».