Affidi, la mozione di Zanardi infiamma il Consiglio. Il Pd: «Strumentalizzazione elettorale»

La maggioranza approva una mozione sugli affidi. La consigliera di Fratelli d’Italia: «Voglio essere propositiva e dare un contributo al sistema». Buscarini (Pd): «Nel testo si parla di conflitti d’interesse anche a Piacenza, dovrebbe allora recarsi in Procura»

di Filippo Mulazzi

Affidi di minori, servizi sociali, Bibbiano. Ancora una volta il Consiglio comunale s’infiamma sull’argomento.

A riportare il tema nel dibattito ci ha pensato una mozione di (Fratelli d’Italia), poi approvata con i voti della sola maggioranza.

«L’ho preparata lo scorso agosto – ha detto Zanardi, che è candidata alle prossime Elezioni Regionali – per migliorare il sistema degli affidi, è evidente che nasce dal caso di Bibbiano, salito alla ribalta delle cronache.

Nessuno vuole insinuare il dubbio che ci siano pecche a Piacenza, voglio solo dare un contributo propositivo alla questione».

Alcuni aspetti della mozione sono stati condivisi dall’assessore ai servizi sociali Federica Sgorbati, altri no. Zanardi ha chiesto di effettuare monitoraggi con cadenza annuale del numero di minori seguiti dai servizi sociali («vengono già fatti, posso attivarmi per far conoscere i numeri una volta all’anno o anche ogni 6 mesi», ha detto l’assessore).

La consigliera ha proposto di attivarsi per migliorare la collaborazione tra pubblico e associazioni private impegnate sul tema («abbiamo già una co-progettazione con l’associazione “Piacenza per i bambini” per la sensibilizzazione»).

Al terzo punto della mozione il suggerimento di adottare strumenti utili a evitare conflitti d’interesse («abbiamo già approvato il regolamento affidi poche settimane fa»).

Da Zanardi la richiesta di implementare anche il numero di impiegati ai Servizi sociali di Piacenza («compatibilmente con le risorse disponibili però», ha chiarito Sgorbati).

Nel testo anche la richiesta di segnalare al Governo la revisione della norma che istituisce il difensore del minore, attualmente previsto solo nei procedimenti di adattabilità («la vedo come una risoluzione da presentare in futuro, distinta dal resto», è l’invito dell’assessore).

Infine, la consigliera chiedeva di promuovere interventi di sostegno alle famiglie con difficoltà economiche per scongiurare la possibilità di vedere allontanati i figli («Ribadisco, l’indigenza non è motivo di intervento. Può essere uno degli effetti di problemi che già esistono, non è la causa dell’affido»).

Zanardi ha accettato le correzioni dell’assessore e la mozione è stata poi emendata, secondo i suggerimenti arrivati da Sgorbati, ed è stata approvata dalla sola maggioranza (contro tutta l’opposizione tranne il gruppo “Liberi”, che si è astenuto).

Sempre battagliera sull’argomento Giorgia Buscarini del Pd, che nella vita professionale è proprio assistente sociale. Buscarini ha fortemente criticato la formulazione del documento.

«Nelle premesse della mozione si evidenzia che “vi sono stati conflitti d’interesse anche a Piacenza”.

Se ci sono conflitti d’interesse da parte degli operatori, – ha dichiarato Buscarini – che hanno a loro volta bambini in affido, consiglio a Zanardi di andare in Procura.

Ma quale discrezionalità dei servizi sociali? Poi Zanardi si difende dicendo che non è una mozione dettata dalla campagna elettorale…Non ci credo».

«Non parlavo del Comune di Piacenza nello specifico – ha replicato Zanardi – ci sono stati problemi in altre realtà, un mal funzionamento dei servizi c’è, non qua, ma in altri posti sì».

La consigliera dem ha alzato la voce, costringendo il presidente del Consiglio Davide Garilli a richiamarla per ben cinque volte.

«Sono agitata perché è una chiara strumentalizzazione politica – ha tuonato Buscarini – che fa male ai bambini e alle famiglie affidatarie. Non possiamo votare una mozione che sostiene che ci sono conflitti d’interesse in questo comune».

Zanardi è stata difesa dal suo capogruppo, Giancarlo Migli: «Non stiamo citando i servizi sociali di Piacenza».

«Credo nella buona fede di Zanardi – ha detto Massimo Trespidi (Liberi) -. C’è qualche scivolone nella stesura del testo, quando dice che “sono accertati conflitti d’interesse”.

Se così fosse dovrebbe andare in Procura». «È chiaramente una mozione per ragioni elettorali», è invece il commento di Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune).