Manovra, il sì definitivo quasi all’alba. La lunga notte d’opposizione di Fratelli d’Italia

di Sergio Marchi

La manovra finanziaria di fine anno che decide quante tasse dovranno pagare gli Italiani, e dove dovranno essere allocate le risorse, cioè che cosa il Governo intenderà fare con i nostri soldi, si è votata in via definitiva la scorsa notte. A fari spenti, mentre siamo arrivati a Natale, nella speranza che tutti siano un po’ distratti, secondo uno stile che si diceva appartenesse alla prima Repubblica, ma che la maggioranza rosso gialla ha riportato in auge.

Manovra, cosa dice il regolamento della Camera

Il regolamento della Camera parla chiaro. Il testo della legge di bilancio deve essere trasmesso almeno trentacinque giorni prima ai Deputati. Magari, anche dall’opposizione, per cercare di migliorare per quanto possibile un testo indigeribile, che aumenta le tasse per tutti.

Fratelli d’Italia ha avuto un approccio propositivo alla manovra, contrari ma disponibili a migliorarla insieme, mettendo prima degli interessi di partito l’amore per l’Italia. Ma niente, la maggioranza si è rivelata grigia e sorda, e il Governo per la nona volta ha chiesto la fiducia. Dalla nona di Beethoven alla nona di D’Incà, ha scherzato qualcuno in Aula tirando in ballo il Ministro grillino per i rapporti con il Parlamento.

Cosa prevede la legge di Bilancio

Qualche numero, per capire di cosa stiamo parlando. La legge di bilancio prevede, tra tasse vecchie e nuove, da quelle sulla plastica e sullo zucchero alle immancabili accise sui carburanti, oltre undici miliardi di nuove imposte. Alcune le pagheremo subito, altre per calcolo elettorale, visto che in molte Regioni il prossimo anno si vota, a partire dall’Emilia Romagna nel mese di gennaio, sono state rinviate alla seconda metà del 2020. Ma ci sono tutte, e rinviarle di qualche mese è come mettere la polvere sotto il tappeto.

Così sarà per il tanto sbandierato mancato aumento dell’IVA, che nasconde l’ennesima bugia. I 23 miliardi e mezzo di tasse che sarebbero stati scongiurati si riproporranno tutti per l’anno prossimo.

Intanto, siccome i soldi non ci sono, il mancato aumento dell’IVA – e ci mancava pure! – viene compensato con le tasse sui carburanti e la plastica, visto che ogni mattina dobbiamo mettere benzina o gasolio, e l’acqua minerale al supermercato la comperiamo tutti.

E tutto questo, per riversare quasi 24 miliardi di euro nel triennio sul reddito di cittadinanza, una misura che non è stata in grado di produrre un solo occupato in più, e che spesso è stata chiesta e ottenuta da chi non aveva diritto, nomadi, truffatori e delinquenti comuni, come purtroppo hanno dimostrato tante indagini della Guardia di Finanza in questi mesi.

Manovra, la denuncia di Fratelli d’Italia

Fratelli d’Italia ha detto no a questa manovra che non condivide, ma ha anche denunciato il metodo con cui la più importante legge dello Stato è stata portata all’attenzione del Parlamento. Invitando il Presidente della Repubblica, per chiedergli dall’alto della funzione che esercita, di vigilare sul corretto rapporto tra poteri dello Stato, visto che dovrà apporre la propria firma per promulgare la legge. L’anno scorso, per molto meno, il Partito democratico gridò allo scandalo facendo ricorso alla Corte Costituzionale. Ma le maggioranze cambiano, e si sa che la legge si applica con i nemici, e si interpreta per gli amici.

E allora coraggiosamente, i deputati e le deputate di Fratelli d’Italia hanno fatto la nottata in Aula, unica opposizione, per esercitare il diritto di parola e di opinione che milioni di donne e uomini in Italia ci hanno conferito con il loro voto. Fate ostruzionismo, qualcuno ha gridato dai banchi della maggioranza. E anche se fosse, rispondeva il deputato Prisco, è l’unica strada che ci avete lasciato per esprimere le nostre opinioni. Qualcuno ne ha anche approfittato per farsi un sonnellino, come Nicola Fratoianni.

Gli interventi si sono succeduti, e mentre difendeva l’emendamento per garantire più risorse alle Forze dell’ordine, che l’Aula si accingeva a bocciare, Paolo Trancassini e Francesco Acquaroli ricordavano la vergogna delle pochissime risorse destinate ai terremotati. 

Ancora, incalzava la maggioranza sul rispetto del regolamento. Poi tutti a spellarsi le mani quando ha preso la parola, osservando che presto verrà un Governo diverso, che ridarà di nuovo all’Italia la voglia di pensare in grande. E magari non boccerà l’emendamento per risarcire le famiglie vittime dei fatti del Forteto e di Bibbiano. Una vergogna.

In piena notte, il capogruppo , è intervenuto per la dichiarazione di voto finale sul provvedimento. Ovviamente un no convinto.

“Abbiamo portato a casa alcuni emendamenti importanti, come il rimborso delle bollette pazze,e altri che ha ricordato Giorgia Meloni nella giornata di ieri. (Il sostegno ai minori orfani a causa dei femminicidi, il bonus per le mamme che non possono allattare sull’acquisto del latte in polvere).

Per il resto, un Governo accozzaglia ha presentato una legge di bilancio blindata, 11 miliardi di nuove tasse e deficit. Non avete voluto le commissioni di inchiesta sulle banche, e sui fatti gravissimi del Forteto e di Bibbiano.

Poco o niente per le Forze dell’ordine. Fondi insufficienti ai comuni. Avete mangiato il panettone, speriamo per il bene dell’Italia che non mangerete la colomba!”