«In questa Regione possiamo vincere e Fratelli d’Italia farà la differenza»

, leader di Fratelli d’Italia, in piazza Cavalli davanti a mille persone per le Regionali: «Spero che il 2020 sia l’anno del ritorno alla democrazia e della libertà in Italia. Anche solo 5 anni fa era impensabile un testa a testa in Emilia-Romagna, la sinistra ha fallito e dovrebbe interrogarsi»

di Filippo Mulazzi

«Fino a cinque anni fa era inimmaginabile pensare a un testa a testa con la sinistra in Emilia-Romagna. Ora ci sono ottimi margini di vittoria e Fratelli d’Italia avrà sicuramente un incremento del consenso che farà la differenza in una regione come questa.

Per questo il Pd dovrebbe interrogarsi su dove e cosa ha fallito, neanche nei nostri migliori sogni in passato avremmo immaginato di essere coinvolti in un testa a testa in questa regione. Non c’era partita, una volta».

Giorgia Meloni, fondatrice e leader di Fratelli d’Italia, ha fatto tappa a Piacenza per la campagna elettorale per le Regionali, a una settimana dal voto del 26 gennaio. Mille persone l’hanno attesa nella mattinata del 18 gennaio in una infreddolita piazza Cavalli, sotto la pioggia.

Prima di parlare sullo stesso palco che pochi giorni fa ha visto la presenza dell’alleato Matteo Salvini, si è intrattenuta a rispondere alle domande dei cronisti.

«L’Emilia-Romagna è la locomotiva del Paese – ha rimarcato Meloni -, ma lo è non grazie al Pd, ma nonostante il Pd, per merito solo della sua gente operosa».

Meloni ha commentato anche la possibile riduzione del cuneo fiscale annunciata dal Governo. «Non ci convince niente di questo Governo e delle promesse ridicole che fa nel tentativo disperato di risalire la china. I risultati delle prossime elezioni regionali confermeranno da che parte stanno gli italiani.

Continuo a sperare che il 2020 sia l’anno del ritorno alla democrazia e della libertà in Italia, con la possibilità per i cittadini di scegliere da chi farsi rappresentare».

Con Salvini non è in corso alcuna gara per la leadership del centrodestra. «Io e Salvini in gara tra di noi? È la solita invenzione dei giornalisti, lavoriamo entrambi per crescere e per governare non solo in Emilia, ma anche in Italia».

A scaldare la folla e a fare gli onori di casa ci ha pensato il deputato . «Vinceremo le elezioni in Emilia-Romagna – ha detto il piacentino dal microfono in piazza Cavalli -, e Fratelli d’Italia si merita i voti in più che avrà, per la scelta che alcuni di noi hanno fatto tanti anni fa, fondando questo partito.

Una scelta di sacrificio che ora sta ottenendo la consacrazione da parte dei cittadini». Foti ha ringraziato dal palco anche (presente questa mattina a Piacenza) e i candidati per «l’impegno profuso in una campagna elettorale condotta sotto zero. Campagna elettorale portata avanti non per ambizione personale, ma per liberare questa regione dal potere della sinistra egemone. Si sente la volontà di cambiare pagina».

Accompagnata dal sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri, dai candidati piacentini alle Regionali (, , e ) e dai dirigenti locali del partito (l’assessore , i consiglieri comunali del capoluogo e gli amministratori locali del territorio), Meloni ha poi parlato alla piazza piacentina.

«Molto dipende – ha spiegato la leader romana – dal destino di questa regione, che andrà al voto il 26 gennaio. C’è una grande responsabilità, l’Emilia può avere molto di più e questo dipende dagli elettori».

Diversi i temi affrontati, a partire dal carico fiscale e dall’evasione. «In questo Paese si va a chiedere soldi solo dal signor Mario Rossi, ma ci sono tanti evasori che lavorano nell’ombra, come i minimarket cinesi a cui nessuno va a chiedere alcunché. E lo Stato non deve aiutare persone che non lo meritano, come si sta facendo con il reddito di cittadinanza. Bisogna garantire il lavoro e la dignità del lavoro. Fare cassa a tutti non si può».

Il tormentone “Io sono Giorgia” rimbalza da settimane su tutti i social. «Guardate che io sono fiera di quel discorso. Perché sono fiera di appartenere a questa civiltà. Civiltà che però necessita di politiche per la famiglia, per fare più figli.

Bonaccini su questo argomento è disperato: dichiara di aprire i punti nascita in Emilia proprio laddove li aveva chiusi due anni fa, sconfessandosi». Si è toccato anche l’argomento “Bibbiano”.

«L’unica politica per le famiglie dei dem è il tentativo di coprire il caso di Bibbiano. Vedremo cosa dirà la magistratura, ma sono stata la prima che ci è andata in quel comune e sarò anche l’ultima ad andarmene».

Due parole anche sullo Ius Soli. «La sinistra vuole dare il voto agli immigrati perché dicono che vogliono svolgere i lavori che gli italiani non vogliono più fare. Certo, come votare il Pd.

Questa gente va mandata a casa il prima possibile dal Governo». «In democrazia chi governa male va a casa – ha precisato -, si deve perciò votare per mandarli via.

Eppure in questo Paese chi perde le elezioni spesso rimane al Governo. Per questo dico che il Pd dovrebbe cambiare nome: si chiamano Democratici, ma ti ritengono democratica solo se voti per loro. Perdono le elezioni a ripetizione e continuano a governare».

Infine, un appello. «Fratelli d’Italia non vi ha mai tradito. Non saremo diversi da quello che siamo, quando vinceremo le Elezioni. Ringrazio soprattutto chi ci ha creduto fin dall’inizio a questa traversata. Dateci una mano, premiate che chi è coerente».