Coronavirus, Tagliaferri (FdI): «Come viene gestita l’assistenza alle persone con grave disabilità nelle aree focolaio e quelle vicine?»

Il consigliere regionale ricorda che a Piacenza e in tutta l’Emilia-Romagna «manca uno specifico protocollo di pronta assistenza per sostenere le famiglie che hanno a carico un disabile»

«Le misure adottate stanno comportando sacrifici per molti operatori economici; Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto rappresentano il 40,8% del PIL nazionale ed il 32,2% dell’export agro-alimentare, le misure di contenimento assunte sicuramente influiranno negativamente su questi dati in una misura che solo nell’arco dei prossimi anni potremo valutare appieno». Lo afferma il consigliere Giancarlo Tagliaferri del Gruppo di Fratelli d’Italia in Regione.

«E’ importante quindi definire ciò che serve e che servirà sia dal punto di vista sanitario, prima di tutto, ma anche dell’impatto socio-economico, la nostra Regione deve assolutamente mettere in campo un piano strategico che consenta alle imprese che si trovano nei territori colpiti dal coronavirus, Piacenza e dintorni, di tornare gradualmente alla normalità e riprendere l’attività.

Facciamo nostre le tante proposte che arrivano dal mondo produttivo per permettere alle aziende di ripartire e scongiurare che i danni economici dell’emergenza sanitaria siano ancora più pesanti.

Sono tante le misure che si possono attuare per mettere in sicurezza i luoghi di lavoro, da una buona e corretta informazione alla possibilità di mettere per decreto a disposizione delle imprese strumenti di igiene e prodotti di sanificazione a prezzi stabiliti, fino alla collaborazione con i medici competenti».

«Occorre intervenire con strumenti a spettro ampio che includano tutti i lavoratori, anche delle piccole e microimprese. Diversamente si rischia un effetto domino su tutta la Regione in termini di produzione, export e consumi, con un nuovo e lungo avvitamento nella spirale della recessione.

Va in particolare rafforzato ed esteso l’utilizzo della cassa integrazione in deroga, leva caratterizzata da inclusività e flessibilità, elementi fondamentali in questa fase», continua Tagliaferri.

«Per ora nei provvedimenti del governo non c’è niente di specifico per Piacenza se non un rimando alle Regioni di adottare i provvedimenti che riguardano la gestione del personale, sappiamo che a questo decreto ne seguiranno altri, ma occorre fare molto presto, si devono mettere in campo al più presto anche per Piacenza tutti quei provvedimenti che diano ristoro alle aziende messe m difficoltà dalla eccezionalità della situazione che sta incidendo pesantemente sulla loro competitività in molti casi con effetti immediati sulla stessa liquidità aziendale.

Far ripartire l’Italia è la nostra priorità e Fratelli d’Italia è pronta a fare la sua parte. In ultima analisi ma non ultima in ordine d’importanza è come nel Piacentino riscontriamo lentezza e disorganizzazione nel sostenere le famiglie che hanno a carico un disabile.

Manca uno specifico protocollo di pronta assistenza uniforme a livello nazionale e ci sono ritardi nel fornire ai Centri Diurni per Disabili indicazioni precise, lasciando in alcuni casi anche senza dispositivi di protezione individuale (mascherine e guanti) gli operatori sociosanitari che sono in prima linea».

«Aumenta la preoccupazione per come viene gestita l’assistenza alle persone con grave disabilità nelle aree focolaio. Le donne e gli uomini con importanti disabilità congenite, se contagiate e risultate positive al Covid-19, rischiano la vita molto più della media.

Sono proprio questi soggetti estremamente fragili, che necessitano di assistenza personale 24 ore su 24, a dover essere, in teoria, monitorati più capillarmente.

La realtà documentata sul posto dimostra, invece, che non è proprio così. Questa Regione non dimentichi i disabili e faccia tutto quello che è necessario per difenderli. FdI c’è e farà come sempre la sua parte»