Il centrodestra raccoglie l’appello di Mattarella. Ora Conte abbassi le penne

di

Giuseppe Conte si decida e pure in fretta se vuole o no discutere col centrodestra. Non è nemmeno il caso di continuare – lui sì, con i suoi atteggiamenti isterici – ad insolentire l’opposizione e i suoi leader. Se governa, il premier deve esserne capace. E di fronte a forze politiche che raccolgono la richiesta di collaborazione del Capo dello Stato sulla lotta al coronavirus, la prima cosa che dovrebbe fare Conte una nota immediata con scritto grazie.

Ma la supponenza finora glielo ha impedito e vedremo quando si deciderà a convocare il centrodestra.

La chiarezza del centrodestra con Conte

Nella conferenza stampa che ieri hanno tenuto assieme Salvini, Meloni e Tajani il messaggio è stato chiaro: Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia ci stanno ad aiutare il nostro popolo. Senza bisogno di governi d’inciucio, ma con provvedimenti condivisi. Assieme ad un finanziamento di 30 miliardi di euro che il centrodestra invita a reperire dall’avanzo primario dello Stato: quell’1,7 per cento di Pil va speso. E se si va in deficit al 4 per cento il governo dovrà farlo capire all’Europa.

Spetta a Giuseppe Conte saper cogliere l’offerta del centrodestra. Convocandone gli esponenti, discutendo con loro e senza la solita maleducazione. Buona politica impone che la collaborazione abbia fondamento nella reciprocità. Non può più accadere che non si concordi neppure con una telefonata addirittura il rinvio di un referendum. Mai successa una cosa così cafona in passato.

Comunque il dato politico emerge. “La Nazione prima della fazione”, ha sintetizzato con grande efficacia la decisione di passare alla fase attiva della collaborazione per risolvere questa drammatica emergenza del coronavirus.

Se Conte esita, “andremo da Mattarella”, le fa eco Matteo Salvini, che non si fa troppe illusioni sul premier. Il presidente del Consiglio non deve perdere tempo invece, anche perché finora troppa confusione c’è già stata.

La denuncia di Giorgia Meloni

Basti pensare alla stessa denuncia fatta proprio dalla Meloni sul rischio di carenza di strumenti che sono destinati a salvarci dal rischio di estensione massiccia del contagio: “La Germania blocca le esportazioni delle apparecchiature mediche per la terapia intensiva, la Francia requisisce tutti i materiali sanitari utili a prevenire il contagio”. E ha aggiunto che “mentre il resto del mondo si organizza per fare fronte all’emergenza coronavirus in modo concreto, in Italia a metà febbraio il Ministro Di Maio ha regalato 2 tonnellate di materiali sanitari alla Cina e il Sindaco di Firenze Nardella ha donato 250.000 mascherine a Pechino”.

Per Giorgia Meloni “il Governo deve dire immediatamente come intende reperire tutto il necessario per aumentare la capienza e la capacità delle strutture sanitarie per far fronte all’emergenza. Il virus avanza e non attende la burocrazia, l’improvvisazione e l’incapacità”.

Chissà se a Palazzo Chigi capiranno. Certo è che ciò che ha sollecitato il presidente della Repubblica è accaduto. Moratoria al conflitto politico. Ma la palla ora sta nelle mani del premier, che non deve più esitare. La salvezza del nostro popolo prescinde dalle sue antipatie politiche, ed è bene che si sbrighi a fare il suo dovere concordando ogni iniziativa anche con l’opposizione patriottica che ha la fortuna di avere di fronte.

Gli sfasciacarrozze li ha al suo fianco.