Foti e Reggi, idee per la rinascita

IL FUTURO / IL DEPUTATO DI FDI E L’EX SINDACO DEL PD

La politica prova a uscire dalla sospensione obbligata causa emergenza virus. Su quali assi impostare la “rinascita” di Piacenza?

L’ex sindaco Reggi cita La Pira e sostiene che i servizi educativi devono affiancarsi alla ripresa delle attività produtive, perché solo così le famiglie saranno in condizione di tornare in ufficio o in fabbrica.

«La scuola prima di tutto, anche delle aziende», spiega Reggi.

«E’ ferma e tocca tutte le famiglie. Bisogna ripartire con progetti innovativi. E Piacenza può essere un laboratorio. Il deputato Foti ritiene invece prioritario il lavoro.

E aggiunge alcune proposte: dall’utilizzo dei parchi per i bambini e anziani al suolo pubblico gratuito per bar e ristoranti.

«Non possiamo pensare ad una estate con bambini e anziani reclusi», spiega Foti. Sul commercio: «Maggiore attenzione al mercato bisettimanale».

Il parlamentare di FdI critica poi la proposte del Pd di una task force di piacentini impegnati fuori città.

Fase-2, Reggi: «Ripartire dai servizi» Per Foti «la strada è tornare al lavoro»

Ricette (opposte) a confronto. Per l’ex sindaco la sfida è far ripartire i servizi educativi. Il deputato stronca la task force
Un ex sindaco come Roberto Reggi che citando il suo modello Giorgio La Pira – il “sindaco santo” di Firenze negli anni Cinquanta – suggerisce di «ripartire dai servizi alle persone, in special modo quelle più fragili».

E un parlamentare locale di lunga esperienza come Tommaso Foti (Fdi) che stronca l’ipotesi di una task force e mette in agenda alcuni «appunti» sulla ripresa del lavoro, sulla riapertura di giardini e parchi, sul trasporto pubblico e sul commercio.

Due voci autorevoli nella nostra provincia che hanno scelto Facebook per divulgare le loro personali ricette sulla cosiddetta “fase 2”, quella di una ripartenza consapevole dopo due mesi di paure e incertezze causate dal coronavirus.

E visto il loro background politico non potevano che essere due ricette in gran parte alternative. Su una cosa convergono: «Decidere qui e ora senza attendere linee guida o indicazioni dall’alto»

I servizi 
Reggi spiega di essersi accorto che l’attuale dibattito «tende a focalizzarsi soltanto su come far ripartire le aziende», senza però aver risolto «il primo problema, come far ripartire i servizi».

E dunque si chiede «come si può immaginare di far ripartire le aziende, quando tutti i dipendenti o quasi, in assenza di servizi, si sono dovuti riconvertire in educatori a tempo pieno per i loro bambini e ragazzi?

O in assistenti domiciliari per i loro anziani o disabili? E se non ripartiranno a breve asili nido, servizi domiciliari, centri diurni e scuole di ogni ordine e grado dovranno continuare a farlo?».

«Scuola prima di tutto» 
Dunque per il sindaco che ha governato Piacenza dal 2002 al 2012 ed è stato poi sottosegretario all’Istruzione e direttore dell’Agenzia del Demanio, la «sfida» per le istituzioni è «riavviare da subito i servizi educativi e sociali, con urgenza».

La scuola prima di tutto, dice. «Deve essere la prima preoccupazione del Paese. È ferma e tocca tutte le famiglie. Servono progetti innovativi ed efficaci, ora».

Si rivolge alla sua Piacenza che «ha sempre dimostrato di avere una marcia in più»: «Possiamo essere un laboratorio, che dopo tanta sofferenza, si rivolge alle migliori energie e saperi della città per creare modelli di welfare nuovi».  

«Ripresa lavoro» 
Oltre alla necessità di pretendere dalla sanità un adeguato approvvigionamento di mascherine, per Foti è necessaria una ripresa in sicurezza dell’attività economica, «l’unica strada che permetterà stabilmente a tutti di tornare a lavorare, guadagnare e concorrere alla sicurezza sociale delle proprie famiglie».

La vena polemica resta: secondo il deputato del centrodestra non servono «linee guida-diktat di burocrati romani e/o regionali (avvezzi a caricare di complicazioni aggiuntive chi lavora per giustificare la propria attività), ma indicazione di poche e chiare precauzioni da adottare per potere riaprire»

Per ripartire – dunque – «dobbiamo fare conto sulle nostre forze». Foti fissa una serie di misure che possono essere prese quasi a costo zero per le casse comunali. 

Parchi e giardini riaperti
Per gli anziani e i bambini «non possiamo pensare per loro ad un’estate da reclusi nei cortili di casa, quando ci sono a disposizione tanti giardini pubblici e alcuni parchi ove potere accedere con alcune minimali precauzioni, il cui ferreo rispetto potrebbe essere demandato a quei lavoratori socialmente utili da tempo non più impegnati davanti alle scuole vista la chiusura di queste ultime». 

Mercato bisettimanale
Quanto al commercio, anche qui senza tanti sforzi, la maggior parte delle attività potrà essere riaperta e in piena sicurezza, sostiene.

«Nei fatti, maggior attenzione andrà prestata al mercato bisettimanale nel centro storico, per la cui riattivazione occorrerà la collaborazione sia degli ambulanti, sia delle forze della polizia locale.

Ma, in primo luogo, spetterà all’amministrazione comunale di ridisegnare, provvisoriamente, le aree entro cui esso possa tenersi».

«Suolo pubblico gratis» 
Capitolo spinoso è quello dei bar e dei ristoranti: «La necessità di non far luogo ad assembramenti non è preclusiva della possibilità d’incontro e di socializzazione, ancorché a distanza.

E se gli spazi interni, soprattutto nel periodo estivo, dovessero rilevarsi inadeguati, laddove possibile, si consenta di utilizzare gratuitamente il suolo pubblico.

L’unica vera limitazione, oltre quelle che da un paio di mesi sono diventate tradizionali, riguarda l’utilizzo dei bagni che, se non idonei, dovranno restare chiusi». 

Trasporti 
Infine, secondo Foti «la ripresa non può non accompagnarsi ad una decisione riguardante il trasporto pubblico e qui sta a Seta, in primo luogo, non preoccuparsi tanto di far percorrere tanti chilometri ad autobus vuoti , ma dimostrare nei fatti che il trasporto limitato delle persone può o meno ugualmente essere effettuato».