Meloni al Secolo: “Si voti contemporaneamente per regionali e politiche”

di Francesco Storace

è più determinata che mai. In questa intervista al Secolo rivendica i voti dell’opposizione decisivi per approvare lo scostamento di bilancio. Ma nota l’atteggiamento assurdo del governo che nonostante questo ha escluso il Centrodestra  da “ogni discussione sul decreto rilancio”.
Ci tiene a non polemizzare col capo dello Stato, anche se si augura che Mattarella ponga la questione al governo.

“Siamo scesi in piazza e lo rifaremo ancora”, risponde alla domanda di mobilitazione. Giorgia Meloni vuole rispettare le regole e ha comunque attivato un confronto “aperto con le categorie” per rappresentarne le istanze in Parlamento. Si riuscirà mai a tornare al voto per le Camere? Anche qui la proposta della Meloni è chiara. “L’Italia ha bisogno di un governo coeso: si voti assieme per regionali e politiche”.

Meloni: il Colle dica al governo di confrontarsi

Alla fine si torna sempre a Mattarella: quanti minuti ci metterà a firmare un decreto monstre dopo aver fatto passare praticamente tutto a questo governo?

“Non è mia intenzione polemizzare con il Presidente della Repubblica. Il provvedimento del Governo sembra una sommatoria di misure a pioggia piuttosto che il decreto rilancio di cui avrebbe bisogno l’Italia. Purtroppo non può essere respinto dal Capo dello Stato per questo motivo.

Mi corre l’obbligo, però, di sottolineare che, ad oggi, noi non sappiamo assolutamente nulla su come il governo intenda spendere i 55 miliardi del decreto rilancio malgrado i voti dell’opposizione siano stati determinanti per approvare lo scostamento di bilancio che ha permesso di stanziare queste ulteriori risorse. Quando in passato il presidente Mattarella ci ha richiamato all’unità nazionale e alle nostre responsabilità abbiamo risposto alla richiesta: speriamo che adesso il Capo dello Stato ponga la questione anche al governo, che ritiene di non doversi confrontare con le opposizioni perché evidentemente troppo occupato a mettere d’accordo i partiti della maggioranza”.

Portiamo in Parlamento la voce degli italiani

Basta ancora l’opposizione a palazzo?

“Noi non abbiamo mai fatto l’opposizione a palazzo: ricordo che Fratelli d’Italia è stato il primo partito a scendere in piazza di fronte a Palazzo Chigi, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza previste per l’emergenza covid-19 e non è escluso che lo rifaremo ancora.
Mantenere le distanze e rispettare le regole, infatti, non significa restare in silenzio come vorrebbe il governo.
Vogliamo farci portavoce delle richieste del popolo italiano, che ha dimostrato maturità, pazienza e grande senso di responsabilità in questi mesi di emergenza malgrado i ritardi siano diventati ormai una prassi consolidata di questo governo tanto da far diventare il “decreto rilancio” il “decreto ritardo”.
I nostri cittadini sono stati un passo avanti alla politica e hanno dato una lezione a tutti coloro che in questi anni li avevano descritti come irresponsabili o inaffidabili. Finalmente questa narrazione è stata interrotta e tutto il mondo ha visto quando grande sia il popolo italiano. È su questo che l’Italia ha dato l’esempio e non di certo per come si è mosso il governo”.

Da noi dialogo aperto con le categorie

Riuscirà l’opposizione a farsi portavoce delle istanze di tanti soggetti sociali?

“Nelle ultime settimane abbiamo organizzato moltissime videoconferenze a cui hanno preso parte tutte le associazioni di categoria e tantissimi esponenti di settori in sofferenza per la mancanza di risposte da parte del governo. Abbiamo trasformato in proposte quei momenti di confronto e speriamo che qualcuno voglia ascoltare il grido che arriva dal territorio e dall’economia reale.
Fratelli d’Italia continuerà a portare in aula queste istanze per dar voce a centinaia di migliaia di italiani, gli stessi che alla fine di questa emergenza avranno il compito di giudicare l’operato di un governo che malgrado una propria palese incapacità di dare risposte, sta continuando a rifiutare con presunzione ogni possibile collaborazione”.

Ragionevolmente si può sperare in elezioni con le regionali d’autunno o dobbiamo rassegnarci ad arrivare a fine legislatura?

“Se si discute in questi giorni dei tempi delle elezioni regionali non capisco perché non si possa votare anche per le politiche. Credo che questo Parlamento non possa fare nulla di particolarmente buono perché al suo interno non ci sono e non ci saranno mai maggioranze coese. È utopico immaginare che le cose possano andare meglio, quando si parla di governo di larghe intese, sintetizzando i risultati dei governi gialloverde e giallorosso. Dobbiamo distinguere l’emergenza sanitaria da quella economica: quella sanitaria durerà, spero, solo settimane ma per la ricostruzione economica serviranno anni. È la ragione per la quale dico che l’Italia ha bisogno di un governo coeso, con una chiara visione economica e che sia scelto dagli italiani”.