Giorgia Meloni a «Libero»: «La mia è la Casa della Destra, venite»

di Gianluca Mazzini (Vicedirettore Newsmediaset)

A due passi da Montecitorio dall’ufficio parlamentare di , al quinto piano, si gode una vista straordinaria su una Roma ancora deserta e sotto shock per il lockdown.

Nella capitale di questi tempi arrivavano fino a trecentomila turisti e pellegrini al giorno. Oggi poche migliaia.

Un’estate romana surreale.

C’è il sole, il caldo, le bellezze della Città Eterna ma manca la gente. Siamo a luglio, ma sembra già ferragosto. Veti e distanziamenti, tuttavia, non impediranno alla gente di scendere in piazza domani per la manifestazione dell’opposizione contro il governo.

Giorgia Meloni questa manifestazione alla fine riuscirete a farla… «Ci sono stati vari tentativi per impedirla. Del resto Fratelli d’Italia è stato il primo partito a scendere in piazza con le mascherine d’ordinanza nonostante le polemiche sui rischi di assembramento che sembrano valere solo per noi.

Inizialmente era stata autorizzata la presenza di solo 1.800 persone in una piazza (del Popolo) di ben 14.000 metri quadri. Una persona ogni sette metri quadrati.

Un distanziamento discrezionale che si giustifica in base a chi va in piazza, dato che nella stessa piazza per la recente manifestazione per la morte di George Floyd c’erano circa 6000 persone, a cui non è stato chiesto alcun distanziamento.

Ora, a fronte di una mia protesta potremo portare in piazza sabato 4.200 persone. Si vede che hanno rifatto i conti».

Voi manifestate ma il governo resta insensibile alle vostre richieste. Che voto da al Conte Bis? «Insufficienza piena sulla pandemia. Non ci ha mai ascoltato.

Per primi abbiamo chiesto misure restrittive sulla Cina mentre altri prendevano aperitivi e mangiavano involtini primavera.

Per primi abbiamo chiesto il lockdown che il governo ha posticipato di due settimane con tutte le drammatiche conseguenze. Per primi abbiamo chiesto lo scostamento di bilancio di 30 miliardi mentre Conte parlava di 3 miliardi ma poi è salito a 25.

Sulla gestione economica il governo, invece, non merita più di un 2 in pagella. Ha dilapidato 80 miliardi con marchette, bonus, regalie e poltrone. Atteggiamento inaccettabile.

E le grandi questioni economiche restano nel cassetto anche dopo i cosiddetti Stati Generali. Si procede con provvedimenti a tampone. Una follia».

Che persona è Giuseppe Conte al di là del suo ruolo politico. «Tra noi c’è un rapporto cordiale e molto franco. Lo abbiamo invitato anche al nostro tradizionale evento, Atreju.

Ma talvolta ho l’impressione che il premier sia un lupo travestito da agnello. Una persona con obiettivi precisi, un ragazzo determinato che sa quel che vuole.

E vuole rimanere a Palazzo Chigi il più a lungo possibile. Costi quel che costi. È insopportabile il teatrino che ha messo in piedi con noi facendo il gioco dei ruoli con i 5 Stelle.

Mentre diceva di voler dialogare con l’opposizione i grillini avevano il compito di boicottare in tutti i modi il dialogo con noi, bocciando qualsiasi nostro emendamento.

Adesso par di capire che se appoggiassimo il Decreto Rilancio ci sarebbe qualcosa anche per noi.

Ma a me non interessa partecipare alla mangiatoia di questo decreto. Il ministro Gualtieri sa bene la serietà delle nostre proposte. Nessuno ha voluto il nostro aiuto».

Come si spiega questa chiusura al dialogo da parte della maggioranza in un momento di emergenza nazionale? «Ritengo che se il governo dovesse aprire all’opposizione, il precario equilibrio sul quale si regge la maggioranza andrebbe in frantumi. I loro rapporti interni sono fragilissimi. Cosi non possono reggere altri tre anni».

E l’opposizione? «Stiamo bene nonostante quello che scrivono alcuni giornali che raccontano di continue competizioni tra Meloni, Salvini e Berlusconi.

Certo siamo tre partiti diversi, discutiamo, ci confrontiamo ma nei momenti importanti sappiamo essere una coalizione. Per l’alternativa».

Però avete il problema, non trascurabile, del MES. «Certo ma è l’unico problema che abbiamo. Nulla in confronto ai problemi della maggioranza. Sul Meccanismo di Stabilità io pongo due problemi.

Se è così conveniente come ci racconta la sinistra perché nessuno stato lo prende?

Poi l’Europa ci manda a dire che senza MES sarà più difficile ottenere il Recovery Fund che noi sosteniamo se finanziato con eurobond. Incomprensibile.

Andreottiamamente parlando se tutti lo lodano questo MES non sarà che nasconde una “sòla”?

La sorveglianza post programma significa troika, cioè le riforme che vuole la Germania, finché non avremo restituito almeno il 75% del prestito. Per questo non capisco gli amici di Forza Italia».

Altra emergenza nazionale è la giustizia. Dopo il caso Palamara c’è l’intercettazione shock su Berlusconi condannato ingiustamente. «È evidente da anni che un pezzo di magistratura costituisce un problema.

Non è accettabile che i magistrati facciano politica, attacchino avversari invece di dare risposte ai cittadini.

E a rabbrividire che per alcuni magistrati la legge non sia uguale per tutti umiliando quei servitori dello stato che sono in trincea per difendere i diritti degli italiani».

Come valuta la proposta di Berlusconi senatore a vita? «Fratelli d’Italia è per l’abolizione dei senatori a vita ma se la legge non cambia Berlusconi potrebbe essere certamente nominato.

È sempre stato eletto in Parlamento e fu fatto decadere da senatore a causa di una sentenza che secondo le rivelazioni sarebbe stata “abnorme e pilotata”. Nominarlo senatore a vita equivarrebbe a sanare l’ingiustizia».

II suo partito vola oltre il 16% nei sondaggi. Come procede questa crescita? «Quando siamo nati Fratelli d’Italia aveva l’obiettivo di impedire la scomparsa della destra dopo 60 anni di storia. Cosa che stava accadendo.

E ce l’abbiamo fatta. Adesso abbiamo un secondo obiettivo: creare una destra plurale. Vogliamo accogliere nella nostra casa liberali, cattolici, riformisti.

Vogliamo diventare la casa delle migliori energie della nazione, perché noi facciamo politica per provare a dare un futuro migliore alla nostra patria, non per smania di protagonismo o visibilità.

Non voglio crescere a discapito dei miei alleati. Secondo i sondaggi ci sono il 35% degli elettori indecisi poi c’è lo “scioglimento” 5 Stelle con tanti italiani disillusi.

Ed elettori di sinistra delusi, in crisi di identità. Lo spazio per crescere non manca».

Ultima domanda: dove andrà in vacanza Giorgia Meloni? «In Puglia, Marche, Veneto, Liguria, Campania. Insomma farò campagna elettorale anche se sarei rimasta comunque in Italia per aiutare il nostro turismo. Con una battuta possiamo dire che per me le vacanze di quest’anno sono buio…Fitto».