Welfare. Fdi: sostenere il mondo delle famiglie con disabilità

In un’interrogazione, a prima firma Lisei, anche la richiesta di “garanzie sul piano della didattica a distanza in occasione della prossima riapertura delle scuole”

Fratelli d’Italia porta in Regione l’allarme lanciato dal Confad, il Coordinamento nazionale delle famiglie con disabilità, che ha denunciato l’assenza delle istituzioni, durante il periodo di quarantena, nei confronti del mondo della disabilità e dei caregiver.

Lo fa con un’interrogazione, siglata da Marco LiseiGiancarlo Tagliaferri Michele Barcaiuolo, dove viene chiesto alla Giunta “quale sia la situazione che emerge, dopo il periodo di quarantena a livello regionale, nel mondo delle famiglie con disabilità emiliano-romagnole” e “quali iniziative intenda assumere per recuperare le carenze registrate durante l’emergenza sanitaria”.

Domande basate sui dati emersi dall’indagine del Confad riportati nell’atto ispettivo: “Dalla scuola ai centri diurni, dagli assistenti sociali ai Comuni oltre la metà delle famiglie con un problema di disabilità non è stata contattata durante la fase del Covid-19”.

“Il 65% degli intervistati da Confad- continuano i consiglieri- hanno lamentato l’assenza di rapporti con i centri di riferimento della persona non autosufficiente accudita, solo il 3,1% delle famiglie ha avuto un aiuto concreto (sostegni economici, buoni spesa) peraltro da realtà create dalla protezione civile e nel 74% dei casi non c’è stata nemmeno l’offerta di assistenza da remoto.

Tutto ciò ha comportato un carico di accudimento dei caregiver familiari che, nel periodo in esame, è diventato più gravoso per il 90% dei casi, nell’86% hanno dichiarato di aver subito un danno fisico/emotivo e il 71% delle ‘famiglie con disabilità’ non si sente supportata adeguatamente dalle istituzioni”.

Lisei, Tagliaferri e Barcaiuolo chiedono anche “garanzie sul piano della didattica a distanza in occasione della prossima riapertura delle scuole”.

Questo perché “anche la fase 2 e 3 della gestione dell’emergenza, secondo la denuncia, è stata penalizzante con lungaggini burocratiche tra protocolli di sicurezza, mancanza di tamponi e incognite per la futura riapertura delle scuole con una didattica a distanza in cui il 94% degli alunni partecipa solo grazie all’impegno del famigliare che presta assistenza e giudicata inadeguata alle necessità individuali da 4 famiglie su 5”.

(Andrea Perini)