Giorgia Meloni a «La Stampa»: «Nessun inciucio o governo con i 5S, Berlusconi non si staccherà da noi»

di Francesca Paci

Rimpasto di governo, governo responsabile o governo lacerato, Giorgia Meloni conduce la sua campagna elettorale come se il voto fosse dietro l’angolo e lei, la frontwoman di Fratelli d’Italia, pronta a fare tana.

Prodi riabilita Berlusconi, Di Maio incontra Letta, lo stesso leader forzista su dissente dallo stato di emergenza ma dice di voler collaborare. Sarà governissimo? «Non ci credo, non credo che se questo governo fallisse il Presidente della Repubblica si prenderebbe la responsabilità di formarne un altro senza elezioni: il Quirinale ha già lasciato intendere che l’alternativa all’implosione della maggioranza sono le une. Se non hanno funzionato il giallo-verde e il giallo-rosso perché dovrebbe funzionare un giallo-rosso-verde o magari blu? Vedo, certo, molti corteggiamenti in direzione di Berlusconi, ma lui ha dimostrato di voler rimanere saldamente nel centrodestra. Anche quando Conte ha tentato di vederci separatamente e con un invito tardivo abbiamo risposto compatti. Ho sentito Berlusconi dopo l’uscita di Prodi in suo favore ed era molto divertito, lo capisco, sembra il bacio della morte».

Cosa c’è tra Di Maio e Letta? «Mi piacerebbe sapere piuttosto dell’incontro tra di Di Maio e Draghi che mi suona tanto di “Giuseppi stai sereno”. Considero intollerabile questa continua smania di inciucio. Ancora di più mentre oltre un terzo delle imprese italiane è a rischio sopravvivenza. La soluzione è un governo nato dalle urne che dia le risposte coraggiose, figlie di una visione chiara, che una maggioranza fatta di pezzi troppo diversi non potrà dare mai».

Quand’è che l’opposizione incontrerà il premier Conte? «Gli abbiamo scritto chiedendo di organizzare l’incontro dandoci comunicazione, a tutti e tre, con un certo preavviso. Ma comunque andremo per svelare un bluff, giacché questo premier non ha mai voluto davvero il dialogo con noi. Adesso annuncia di voler tagliare le tasse alle imprese che non mettono la gente in cassa integrazione ma ha bocciato 3 nostri emendamenti sullo stesso tema. Credo che Conte cerchi solo di guadagnare tempo ma non saremo noi ad aiutarlo in questo. Noi vogliamo libere elezioni. Da settimane chiedo che ci invii il documento con le proposte che vuole discutere con noi, ma temo non esista. Anche per questo vorremmo la diretta streaming dell’incontro, così che gli italiani potessero vedere chi fa proposte serie e chi no. Ma pare che lo streaming non piaccia più tanto ai grillini».

Tutti contro lo stato d’emergenza. E Fratelli d’Italia? «Per quanto conosco della situazione non ne vedo i presupposti. Le ragioni cosi sembrano solo politiche, mi pare cioè un modo per avere una prolungata libertà di azione. Un anno fa, con la crisi di governo, convocarono il Parlamento in 24 ore senza problemi. A cosa serve votare ora a scatola chiusa quasi sei mesi di proroga? Se poi ci sono ragioni reali che ignoriamo, allora Conte ce lo venga a spiegare in aula».

Come giudica la trattativa del governo su autostrade? «Sono sempre stata per la revoca e per indire un nuovo bando di gara a cui se Atlantia dei Benetton vuole partecipare al pari di altri concorrenti è la benvenuta. In due anni però, non si è combinato nulla. Dai grillini tante parole e pochi fatti. Invece con un blitz al decreto rilancio, il governo ha prorogato tutte le concessioni aeroportuali, compresa quella di Fiumicino, in mano ai Benetton, che scadeva nel 2044: un regalo da un miliardo».