Lo sdegno dei politici e’ bipartisan interrogazione al ministro Gualtieri

LE REAZIONI

Sulle code all’Agenzia delle Entrate si registra il disappunto bipartisan da parte dei politici piacentini.

«Occorre rispetto per i contribuenti piacentini che, contrariamente a quanto qualcuno è forse indotto a ritenere, non sono limoni da spremere ma persone da rispettare».

E’ il duro affondo di , deputato piacentino di Fratelli d’Italia, che ha pesantemente stigmatizzato in un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro Roberto Gualtieri la grave situazione rappresentata dalle code interminabili sotto il sole battente che, da alcune settimane, interessa la sede dell’Agenzia delle Entrate di via Modonesi.

Per Foti le circostanze non sono altri menti tollerabili: «Sia con orari di apertura ridotti come nel caso di giugno, sia con orari di apertura dal lunedì al venerdì come nella fase attuale, la sede dell’Agenzia di via Modonesi è divenuta e diviene tuttora il teatro di un vero incubo per gli utenti, costretti anche a 2-3 ore di attesa sotto il sole battente e senza alcuna possibilità di riparo».

L’esponente piacentino di Fratelli d’Italia non ci sta: «Questa vera e propria traversata nel deserto – attacca Foti – non solo ha suscitato le legittime proteste dei contribuenti, ma è stata causa anche di veri e propri malori per alcuni di loro.

Che questo problema sia, al momento, completamente ignorato, non solo sorprende ma risulta anche intollerabile». L’accorato appello del parlamentare piacentino al ministro è quindi «di intervenire al più presto per porre termine alla poco edificante vicenda poiché – conclude Foti – i contribuenti piacentini meritano rispetto».

Non ci va per il sottile la consigliera regionale del Pd Katia Tarasconi: «Stiamo parlando di un servizio essenziale per i cittadini che il più delle volte si mettono in fila per operazioni non rimandabili. Il periodo è particolare, lo sappiamo bene; arriviamo da un lockdown lunghissimo in cui era impossibile muoversi e ora molti di noi si ritrovano con scadenze da rispettare senza altra possibilità se non quella di presentarsi fisicamente all’Agenzia delle Entrate dove non è possibile prendere appuntamento.

La situazione va risolta perché in questo modo si complica la vita delle persone in un periodo già sufficientemente complicato». L’esponente dem lancia una proposta: «Si allunghino gli orari di apertura al pubblico prendendo le dovute precauzioni, oppure si ritardino le scadenze, oppure si forniscano strumenti alternati vi. Insomma, si faccia qualcosa perché così non è davvero pensabile andare avanti».

Il consigliere regionale della Lega Matteo Rancan lo definisce «un paradosso tutto italiano»: «A Piacenza l’Agenzia delle Entrate non riesce a garantire un servizio adeguato, costringendo l’utenza ad assembrarsi sotto la calura estiva.

A giugno gli uffici erano aperti solo nelle mattine di martedì e giovedì, a partire da luglio però l’attività si è estesa anche nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì, ma le file agli sportelli e le code fuori dell’ingresso continuano a essere infinite». Rancan rilancia la necessità «della pace fiscale», un insieme di provvedimenti fra cui la rottamazione di tutte le cartelle esattoriali e interventi mirati di saldo e stralcio.

«Per ripartire imprenditori, lavoratori e famiglie hanno bisogno di soldi, non di tasse, burocrazia e terrorismo fiscale».