Sanità. Tagliaferri (Fdi): potenziare il 118

Il consigliere chiede che ci sia un mezzo con medici e infermieri ogni 60 mila abitanti

La Regione assicuri un mezzo di soccorso del 118 con personale a borgo sia medico sia infermieristico ogni 60 mila abitanti, come previsto dalle leggi nazionali.

A chiederlo, in un’interrogazione, è il consigliere (Fdi), che ricorda come “l’attività del sistema 118 è, in sé stessa, attività sanitaria e che quindi il Sistema deve essere concepito, implementato, governato e sviluppato prevedendo, a bordo dei mezzi di soccorso, personale sanitario qualificato, certificato, periodicamente addestrato, costituito da medici e da infermieri specificamente dedicati e da personale autista-soccorritore adeguatamente e periodicamente formato, addestrato e certificato, ma il 118 è in piena emergenza nell’indifferenza del governo, soprattutto del governo regionale che ne ha la competenza diretta”.

Da qui l’atto ispettivo per sapere se l’esecutivo regionale “intenda assicurare il rispetto da parte delle regioni della presenza di un mezzo di soccorso “avanzato” del Servizio di Emergenza Territoriale 118, ossia con a bordo personale sia medico sia infermieristico, ogni 60 mila abitanti, come sancito dal DM 70/ 2015; se intenda definire piante organiche medico -infermieristiche dedicate e stabilire, per i vari territori, un numero complessivo di postazioni medicalizzate ed infermierizzate in grado di assicurare intervento di soccorso sanitario potenzialmente salvavita sui codici rossi”.

Inoltre, Tagliaferri chiede all’amministrazione regionale “se intenda determinare la consistenza reale delle necessità in organico per il Servizio di Emergenza Sanitaria Territoriale nelle singole Asl, avviare il procedimento per l’inquadramento dei medici di Emergenza Sanitaria Territoriale ai sensi dell’art. 100 dell’Acn per la disciplina dei rapporti con i medici di Medicina Generale, nel ruolo sanitario della dirigenza medica, predisponendo un idoneo concorso e percorso formativo”.

(Luca Molinari)