«Calpestate le regole della convivenza civile»

Lega e Fratelli d’Italia nella mattinata del 18 luglio si sono recati ad ascoltare i residenti di Gropparello che hanno lamentato disagi nella convivenza con un gruppo di cittadini stranieri

Il vecchio cinema di Gropparello appare dimesso. Muri scrostati, antenne paraboliche, cornicioni sbrecciati. Il bel cortile posteriore coperto di erbacce.

E’ in quel caseggiato che vivono alcuni immigrati africani, protagonisti, da un paio di anni, di tensioni e scarsa capacità di convivenza che hanno fatto alzare il tono della protesta degli abitanti.

I cittadini, tra di loro anche alcuni immigrati che da tempo vivono e sono integrati a Gropparello, hanno inviato un esposto a prefetto, questore, carabinieri, Asl, lamentando l’inciviltà di certi comportamenti.

La mattina del 18 luglio, la parlamentare della Lega, Elena Murelli, i consiglieri regionali Matteo Rancan, Valentina Stragliati (entrambi Lega) e (Fd’I) hanno incontrato i cittadini, esasperati da quanto stanno sopportando. Degli immigrati, nemmeno l’ombra.

“Non siamo razzisti, chiediamo solo un minimo rispetto delle regole” è stato il lei motiv. Musica alta giorno e notte, abbigliamento ridotto al minimo, quando non addirittura si mettono in mostra i genitali, risse fra di loro anche con bastoni, oggetti lanciati dalle finestre, un via vai di ragazzi e ragazze (che fanno temere situazioni illecite), strafottenza verso i cittadini: a chi si lamenta hanno cantato la canzone del rapper Bello Figo “Non pago affitto”.

Lunedì è atteso un vertice in prefettura, mentre in Parlamento sono arrivate ben tre interrogazioni al ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese: quella del senatore Andrea Ostellari e della deputata Elena Murelli (Lega) e quella di (Fratelli d’Italia). Tutti hanno promesso il loro impegno per risolvere questa situazione.

«La protesta è condivisibile – ha affermato Murelli – e lo sarebbe stata se a comportarsi in quel modo fossero stati degli italiani. Ho sentito il questore e lunedì sarò al tavolo in prefettura.

Occorre verificare l’identità e la regolarità dei permessi di soggiorno o di richiedenti asilo, ma occorre anche vedere la regolarità dello stabile, se rispetta le norme, se c’è l’igiene, se gli impianti di acqua, luce e gas sono conformi. Ho presentato una interrogazione al ministro dell’Interno perché questa è una delle tante situazioni che si verificano in tutta Italia».

I politici, attorniati dai cittadini hanno ascoltato i tanti episodi, alcuni sgradevoli poi si sono recati vicino al palazzo. «Vi daremo una mano a risolvere questa situazione» ha scandito Rancan.

Per Stragliati «il degrado è visibile e il timore di illegalità è forte. Ci muoveremo in Regione». Purtroppo, hanno rincarato Rancan e Stragliati, «questo Governo si disinteressa dei cittadini. Pensa solo a cancellare i decreti sicurezza di Salvini».

Taggliaferri ha affermato «che la soluzione è facile. L’amministrazione locale deve interagire con le autorità e, di concerto con loro, deve fare le verifiche.

Poi spetterà alla prefettura prendere delle decisioni. Credo che le soluzioni porteranno a una moralizzazione e a un contenimento delle persone. Verifichiamo poi quante persone ci sono e se lo stabile può accoglierle tutte. Ci vuole solo la volontà di farlo».