«Salterà la norma che impone l’accorpamento della Camera di Commercio»

Foti: «Pericolo scongiurato, l’articolo 61 verrà abolito. Ora chi è nel Consiglio camerale s’impegni per preservare l’autonomia a Piacenza di questo ente»

«Che il vicepresidente vicario di Union Camere speri di acquisire consensi favorevoli alla fusione-sottomissione della Camera di Commercio di Piacenza con quelle di Parma e Reggio evocando la tavoletta delle maggiori risorse a disposizione, la dice lunga sul fatto che quello da lui caldeggiato è un progetto senza capo né coda, che spera solo d’ingolosire gli avidi.

In ogni caso, con buona pace delle sue lusinghe, l’articolo 61 del decreto “agosto” verrà stralciato, essendosi creato in tal senso un fortissimo fronte politico trasversale».

Lo afferma il parlamentare piacentino che, nei giorni scorsi, aveva già espresso la propria contrarietà alla norma in questione.

«E con l’abolizione dell’articolo 61 se ne andrà in soffitta – continua il parlamentare di Fratelli d’Italia – sia il commissariamento della Camera di Commercio, sia, in particolare, la nuova formulazione che essa disponeva del terzo comma, dell’articolo 1 della legge n. 580/1993, in ragione del quale già sarebbe diventata operativa un’unica Camera di Commercio emiliana frutto dell’accorpamento forzato di quelle di Piacenza, Parma e Reggio».

«Per quanto riguarda proprio questa fusione imposta – continua Foti – abbiamo sempre espresso, ed in ogni sede, la contrarietà di Fratelli d’Italia non certo con argomentazioni speciose. Per quanti ci riguarda il nostro territorio è stato negli anni oggetto di vera e propria rapina dei centri direzionali e ciò abbiamo sempre coerentemente denunciato, facendo sempre sentire la nostra voce e non facendo finta di non sapere come altri hanno fatto.

Una rapina che – anche se inspiegabilmente nessuno lo dice – ha sempre trovato terreno fertile quando Piacenza era nelle mani della sinistra».

«Ora che il pericolo dell’accorpamento imposto o della calata del proconsole romano per imporlo è scongiurato – osserva il parlamentare di Fratelli d’Italia – sta innanzitutto a chi siede nel consiglio camerale delineare una strategia che abbia come stella polare quella di preservare in tutto e per tutto l’autonomia della Camera di Commercio di Piacenza.

Un’autonomia che serve – in primo luogo – proprio alle categorie economiche rappresentate e alle associazioni di riferimento, sempre che le stesse la ritengano un valore e non un orpello».

«Quanto infine a chi anche con lo scrivente, anziché convenire sul pericolo dell’accorpamento imposto (e anche non imposto) da me per primo denunciato, preferisce polemizzare nella vana speranza di ritagliarsi un ruolo politico – conclude Foti – consiglio di continuare a fare il commissario liquidatore del suo partito, felicemente proseguendo in quella attività in cui, già nel passato, si è cimentato con successo».