Sanità. Tagliaferri (Fdi): assicurare dosi sufficienti di vaccino antinfluenzale alle farmacie

Il consigliere rilancia alcuni dati diffusi da Federfarma per cui le dosi disponibili sarebbero 36 mila a fronte di 1.135 farmacie

La Regione assicuri le scorte di vaccini antinfluenzali. A chiederlo, in un’interrogazione, è il consigliere (Fdi), che afferma che ci sarebbero 31 vaccini riservati alle farmacie per la libera vendita a testa per ogni farmacia: “nessuno dice questo dato ufficialmente, ma -spiega il consigliere- la cifra è facilmente individuabile sulla base dei dati diffusi dalla Regione Emilia-Romagna che attesta come i vaccini anti influenzali riservati alle farmacie per la libera vendita siano 36 mila. In tutta la regione le farmacie, secondo Federfarma, sono 1.135, di cui 92 in provincia di Piacenza”. Tagliaferri si sofferma in particolare sulla provincia di Piacenza, ovvero “meno di 3 mila vaccini, a fronte del fatto che nel solo 2019, secondo una stima di Federfarma Piacenza, in tutta la provincia sono stati 20 mila i vaccini a disposizione della libera vendita”.

Per Tagliaferri “il contingente non sembra essere congruo alle richieste delle farmacie e ci si attende che si possa fare ancora meglio visto che quest’anno la vaccinazione anti influenza è importante anche per facilitare la diagnosi in caso di sintomi simili al Covid. Nell’anno in cui si prevede una massiccia richiesta di vaccinazioni anti influenzali anche per le categorie non a rischio, le quantità a disposizione delle farmacie diminuiscono e che acquistano il vaccino anti influenzale in farmacia anche persone appartenenti alle categorie protette che non vanno nell’ambulatorio pubblico o non hanno voglia di perdere tempo per la prenotazione”.

Da qui l’atto ispettivo per sapere dall’esecutivo regionale “se intenda intervenire e assicurarsi l’intera produzione delle ditte decidendo la percentuale da attribuire alla libera vendita e come intenda evitare che per i vaccini antinfluenzali capiti quello che è avvenuto per le mascherine cioè file e resse in farmacia con il rischio di favorire la diffusione del Coronavirus”.

(Luca Molinari)