Valtrebbia spezzata ‘Chiarire subito le responsabilità’

Dopo il crollo raffica di interventi e sopralluogo della Regione

Al capezzale della Valtrebbia spezzata giunge tempestiva una raffica di messaggi di “conforto” da Roma e da Bologna e, in serata, arriva fisicamente l’assessora regionale Irene Priolo accompagnata da Rita Nicolini direttore dell’Agenzia regionale di Protezione Civile e da Francesco Capuano dirigente dell’area Affluenti Po.

Sono le 19,30: «E’ un sopralluogo per renderci conto personalmente della situazione. Il ponte è competenza dell’Anas ma la Regione è pronta a fare la sua parte perché possa essere ricostruito quanto prima il collegamento essenziale» dice Priolo.

Impegno ribadito dal presidente Stefano Bonaccini che chiede di chiarire le responsabilità dell’accaduto. A Roma la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli trascorre la giornata in costante contatto con le autorità locali: «Ho sentito sia il prefetto Daniela Lupo – afferma – che la presidente della Provincia Patrizia Barbieri e il sindaco di Cerignale Massimo Castelli, che mi hanno confermato che non ci sono persone coinvolte nel cedimento del ponte e mi hanno comunicato che è stata predisposta una viabilità alternativa per garantire l’accessibilità ai centri abitati della valle.

Mi sono confrontata anche con il Capo della Protezione Civile Angelo Borrelli e con l’amministratore delegato di Anas Massimo Simonini, il quale mi ha assicurato l’avvio di un’indagine immediata per accertare le cause del crollo». «Nei prossimi giorni sarò a Ponte Lenzino – assicura la ministra – per valutare personalmente la situazione e definire insieme alle autorità locali le modalità di ricostruzione del viadotto».

In un’interrogazione urgente al ministro De Micheli, il parlamentare piacentino , evidenzia come «il crollo di ponte Lenzino, che per le modalità con cui è avvenuto lascia pensare ad un collasso della struttura, sorprende – e non poco – solo che si pensi che i lavori per la sua sistemazione risalgono a pochi anni fa e consentirono ad Anas, grazie anche al contributo di oltre 100.000 euro della Provincia di Piacenza destinati all’effettuazione di indagini e sondaggi preliminari per individuare le modalità ottimali per l’esecuzione dell’intervento, di elevare a 44 tonnellate il limite massimo di transito consentito ai mezzi pesanti, a fronte delle 5 ammesse prima dell’intervento».

Per il parlamentare di Fratelli d’Italia «è quindi indispensabile che Anas apra un’indagine accurata su quanto accaduto». «Non è possibile che nel 2020 si assista a questi fatti con un fiume Trebbia assolutamente nella norma – incalza Matteo Rancan consigliere regionale della Lega che ricorda anche che il ponte di Barberino non è ancora stato rifatto e che la statale 45 presenta ancora gravi problemi di manutenzione.

«Nel 2020, con tutta la tecnologia possibile e immaginabile con cui viene monitorato ogni istante delle nostre vite, siamo ancora qui a parlare di tragedia sfiorata per un ponte che crolla! -tuona la consigliera regionale del Pd Katia Tarasconi – Pensare che l’attenzione sulla sicurezza dei ponti dovrebbe essere ai massimi livelli dopo quel che è accaduto a Genova».

consigliere regionale di Fratelli d’Italia chiede più controlli e più interventi di manutenzione sulle nostre infrastrutture principali: «La Regione deve attivarsi subito e aprire un serio tavolo di lavoro con il Ministero e Anas»