Quella telefonata Conte-Meloni La leader FdI lo gela così

Il premier ha provato a contattarla sul cellulare, ma la risposta di lo ha lasciato pietrificato: “Ecco cosa gli ho detto”

di Luca Sablone

L’atteggiamento spavaldo di Giuseppe Conte nei confronti dell’opposizione è tanto intollerabile quanto incomprensibile: il governo, in totale difficoltà nella gestione della seconda ondata del Coronavirus, necessiterebbe di un’urgente collaborazione del centrodestra.

Ma evidentemente i giallorossi ritengono di non aver bisogno di alcun supporto e perciò continuano nella loro testarda strada fatta di puro egoismo. Il premier si sta consultando con i vari rappresentati dell’opposizione prima di presentare gli infiniti Dpcm con le nuove restrizioni per contenere il contagio da Covid-19? La risposta è tristemente scontata: “Non mi risulta. Per l’ultimo Dpcm, quello che ha firmato sabato notte, mi ha chiamato. Io stavo facendo la spesa con la bambina e non ho sentito la telefonata”. A svelarlo è stata Giorgia Meloni, che ha specificato di averlo poi richiamato per sentirlo ma non le ha risposto.

Il presidente del Consiglio l’ha richiamata ieri, dicendole che prima non era riuscito a contattarla nuovamente. “Ma a quel punto gli ho detto ‘grazie, le misure le conosco già, non le condivido, ti ho detto come la penso: secondo me state sbagliando tutto'”, ha aggiunto la leader di Fratelli d’Italia. Gli ha poi ribadito di aver avanzato proposte concrete già ad aprile che sarebbero state efficaci. La reazione dell’avvocato davanti a questo dato di fatto? Si è limitato ad annunciare che andrà in Parlamento. La presidente di FdI ritiene che questo tipo di telefonate “lasciano il tempo che trovano”. Effettivamente un conto è condividere i provvedimenti, un altro è effettuare la chiamata di rito “a favore delle telecamere, per poter dire in conferenza stampa di aver sentito le opposizioni”.

“Scaricabarile vergognoso”

Un esempio lampante è stata la telefonata della scorsa settimana, fatta a soli due minuti dall’inizio del solito show per annunciare il nuovo decreto, solo per dire “sto per annunciare un Dpcm”. “Ti ringrazio per la telefonata ma a questo punto me la vedo direttamente in tv…”, ha chiosato l’ex ministro della Gioventù. Che ha criticato la mancanza di ogni soluzione al pericoloso problema dei trasporti: “Bello fare il coprifuoco dalle 24 alle 5, ma che senso ha se poi alle 6 di mattina hai milioni di persone che si stipano sui mezzi di trasporto, che ci hanno spiegato si sarebbero decongestionati grazie ai monopattini?”. Pertanto sarebbe partita proprio da questo tema, magari coinvolgendo i pullman privati, i taxi e gli Ncc come accade in altri Paesi, “dove fanno i taxi collettivi, con le fermate, come fossero mezzi pubblici”.

La Meloni, intervenuta ai microfoni di Un Giorno da Pecora su Rai Radio1, ha spiegato le motivazioni della contrarietà alla chiusura di bar, ristoranti, teatri, cinema e palestre: “Per me non funzionano le chiusure per settori”. Si chiede infatti quali siano le evidenze scientifiche che ci sono per i contagi in questi luoghi, “altrimenti stai solo scaricando le responsabilità“. E ha denunciato che Conte nella riunione coi capigruppo ha detto una cosa “vergognosa”: ha definito queste attività “sacrificabili”. Un termine umiliante verso coloro che vivono con quelle attività. “Quindi il governo gioca allo scaricabarile su attività che considera sacrificabili semplicemente per far finta di fare qualcosa, quando le cose che gli competevano non le ha fatte, dalla sanità alla diffusione del virus”, ha concluso la Meloni.