Tagliaferri (Fdi): “frontalieri” spaccati in due dalla zona rossa

Il consigliere chiede attenzione ai risvolti economici e sociali della decisione del governo di indicare la Lombardia come zona rossa e l’Emilia-Romagna come zona gialla

Sostenere cittadini e imprese che vivono sul confine tra Emilia-Romagna e Lombardia e che si trovano penalizzati due volte dalla decisione del governo di indicare la Lombardia come zona rossa e l’Emilia-Romagna come zona gialla all’interno delle misure previste per il contenimento della diffusione del Coronavirus.

A chiedere di fare chiarezza e aiutare economicamente i “frontalieri” è un’interrogazione del consigliere (Fdi) che ricorda come lungo il confine segnato dal Po ci siano imprese e famiglie che pur vivendo in Emilia hanno l’epicentro delle loro attività (economiche, scolastiche, ecc…) in territorio lombardo.

“Uno di questi è certamente Mezzano Chitantolo, frazione di Castelvetro divisa dalla città di Cremona dal solo ponte sul fiume Po. Oppure Castelvetro, per vicinanza geografica, è più legata a Cremona che a Piacenza, i flussi migratori hanno di fatto fuso le due comunità.

Al di là del ponte tanti hanno attività, interessi e affetti, oltre il fiume ci sono le scuole, porzioni importanti delle nostre famiglie, ma anche centri di cura dove ci si reca per ricevere il primo soccorso.

Già mesi fa si è sperimentato cosa significhi la chiusura del collegamento tra il territorio piacentino e quello cremonese”, racconta il consigliere che interroga la Giunta per sapere “come intenda attivarsi riguardo alla peculiare situazione dei frontalieri e quale attenzione e misure specifiche per questo territorio si intendano attuare e in che modo si pensi di contribuire per le attività doppiamente colpite dalle ultime disposizioni”.

(Luca Molinari)