Giro di boa alla Camera: i numeri di Tommaso Foti, vice-capogruppo Vicario di Fratelli d’Italia

La corrente legislatura, iniziata a marzo 2018, giunge nei fatti alla sua metà e, in una conferenza stampa a tutto tondo, il deputato piacentino ha voluto dare contezza del suo operato a Montecitorio.

Fratelli d’Italia – spiega Foti – si è convintamente collocata alla opposizione sin dall’inizio della legislatura e, nei limiti delle facoltà attribuite ai parlamentari che siedono tra i banchi della minoranza, ho cercato di onorare il mio mandato pienamente”.

I numeri del Vice-capogruppo di Fratelli d’Italia non lasciano spazio a dubbi: una presenza che si attesta al 96%, un totale di 180 atti ispettivi accompagnati da 40 ordini del giorno ficcanti dei quali, una parte molto significativa, ha a vario titolo incontrato il consenso sia del fu Governo giallo-verde sia dell’attuale giallo-rosso.

“Oltre alla attività ispettiva – commenta Foti – ho lavorato su tutti i disegni di legge per cercare di contribuire al miglioramento degli stessi, tanto nella Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici, nella quale rivesto il ruolo di Capogruppo, così come in Assemblea per mezzo di una vasta gamma di emendamenti ed ordini del giorno”. 

Per Foti “ha rappresentato grande gratificazione l’essere stato chiamato dal Presidente della Camera a fare parte della Giunta per il regolamento, un riconoscimento alla mia esperienza di parlamentare di lunga data”. 

“Altra attività per il quale ho speso con estremo interesse il mio impegno – rimarca l’esponente del movimento politico di – è quella che attiene alla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario, in particolare in questo periodo di grande sofferenza per tante imprese italiane”.

Sotto il profilo legislativo “tre sono le proposte più significative che ho avanzato in questa legislatura, segnatamente: il progetto di legge per l’obbligatorietà dei dispositivi anti-abbandono sulle autovetture, poi ribattezzato ‘legge Meloni’.

La proposta di inasprimento e della maggiore tempestività delle pene contro chi si macchia di atti persecutori, ovvero lo stalking; mentre è ancora in itinere la mia proposta di legge volta a mettere a nudo le cosiddette ‘moschee mascherate’, cioè quelle associazioni di promozione sociale che utilizzano immobili non adatti al culto per lo svolgimento della detta attività in spregio delle normative urbanistiche”.