Giorgia Meloni, una pesantissima lettera a Fico e Casellati: “Il Copasir all’opposizione”, chi si schiera con Fratelli d’Italia

Il Copasir deve andare all’opposizione, quindi a Fratelli d’Italia di unico partito fuori dalla maggioranza di governo. 

Lo sostengono in una lettera inviata ai presidente di Camera e Senato, Roberto Fico ed Elisabetta Casellati, 38 costituzionalisti tra i quali Antonio Baldassarre, Valerio Onida e Gianfranco Pasquino.

“La presidenza del Copasir deve essere ricoperta da un componente dell’unico Gruppo parlamentare che non ha espresso la fiducia al Governo in carica.

Ciò tanto in ossequio ad una espressa previsione legislativa, quanto nel rispetto di un fondamentale principio dello Stato costituzionale pluralista, in cui il classico principio di separazione dei poteri assume anche la fisionomia dei pesi e dei contrappesi che valgono a garantire l’equilibrio delle istituzioni e la contendibilità del potere politico”.  

E ancora, si legge: “La tutela delle minoranze costituisce, del resto, essenziale presidio della dialettica parlamentare e, dunque, del principio democratico“.

Si evidenzia che “la legge, i regolamenti e la prassi parlamentare richiedono che alla presidenza del Copasir sieda un rappresentante dell’opposizione, mentre dopo due mesi dall’insediamento del nuovo Esecutivo l’organo di controllo e garanzia dei Servizi di informazione e sicurezza continua a essere presieduto da un esponente della maggioranza parlamentare“.

Insomma, una evidente violazione democratica. “La legge impone che il Copasir sia composto per il 50 per cento da componenti della maggioranza e per l’altro 50 della minoranza e che la presidenza sia attribuita all’opposizione.

Questa palese violazione delle regole democratiche non è un problema interno al centrodestra, ma è un problema che riguarda il funzionamento delle Istituzioni democratiche e i giuristi intervenuti lo hanno sottolineato con dovizia di precedenti”, attacca il senatore di Fratelli d’Italia, Alberto Balboni, vicepresidente della Commissione Giustizia.

Di più. “L’inerzia dei presidenti di Camera e Senato a questo punto, se prolungata, potrebbe configurarsi come avallo della vera e propria dittatura della maggioranza che si sta verificando in questo frangente”, osserva Balboni. “Dittatura della maggioranza che come diceva Alexis de Tocqueville è la peggiore degenerazione della democrazia”.