Ponte Lenzino, Foti (Fd’I): «Alla fine cadono le maschere»

«La chiusura netta rispetto alla coesa e composta protesta del territorio denota l’arroganza con la quale una burocrazia, che pensa di farla sempre da padrone, si rapporta con i cittadini colpevoli unicamente di interpretare le esigenze dell’Alta Val Trebbia»

«Quanto comunicato in una stringata nota dal Ministero della Cultura, ovvero che il contributo e la opinione del territorio non solo non sono graditi ma apertamente ritenuti inutili, mostra la completa indisponibilità degli organi del Governo a discutere sulle modalità di realizzazione del nuovo ponte Lenzino, con buona pace del credito millantato da taluni nei confronti del neo-Ministro delle Infrastrutture Giovannini» è il laconico commento di , deputato piacentino di Fratelli d’Italia.

«La chiusura netta rispetto alla coesa e composta protesta del territorio – sottolinea Foti – denota l’arroganza con la quale una burocrazia, che pensa di farla sempre da padrone, si rapporta con i cittadini colpevoli unicamente di interpretare le esigenze dell’Alta Val Trebbia».

Per il parlamentare del movimento politico di «appare incredibile la sicumera con la quale si liquidano le giuste istanze dei Sindaci, del Comitato, nonché degli altri sottoscrittori della richiesta di confronto. Occorreva parlare di viabilità, di dissesto idrogeologico e di promozione di un territorio a vocazione turistica».

«Nonostante questa risposta – rimarca Foti – che definire antipatica è poco, non si fermerà di certo qui l’impegno di Fratelli d’Italia, così come siamo certi di tutte le altre istituzioni impegnate in questa buona battaglia, per addivenire ad una soluzione ragionevole e non viziata dal pregiudizio rispetto alla costruzione del nuovo ponte Lenzino».

«Se il Ministro Franceschini volesse finalmente battere un colpo – conclude Foti – potrebbe iniziare a farlo cacciando quei funzionari del suo Ministero che, con la pretesa di non volere confrontarsi su decisioni da loro assunte, ma solo da loro ritenute definitive, si sottraggono anche ad un confronto istituzionale che nessuno si è mai sognato di negare.

Oggi, invece, anche questo è accaduto ulteriormente peggiorando la brutta pagina che Governo e Ministeri stanno scrivendo riguardo alla vicenda di Ponte Lenzino».