Lavoro. Tagliaferri (Fdi): contrastare gli incidenti sul lavoro

Dettagliata interrogazione per chiedere più impegno contro la piaga delle “morti bianche”

Più controlli e maggiore sicurezza sui posti di lavoro per contrastare gli incidenti sul lavoro.

A fronte dei tanti incidenti mortali di questi giorni, (Fdi) chiede alla Giunta di intensificare le attività per evitare le vittime sui posti di lavoro.

Richieste e suggerimenti sono contenuti in un’interrogazione che prende le mosse dai seguenti presupposti: “Il 3 maggio scorso -spiega Tagliaferri- una giovane operaia di soli 22 anni è morta straziata da un macchinario presso un’azienda  tessile di Montemurlo, in provincia di Prato, e ieri un operaio di 46 anni è deceduto mentre stava lavorando in un cantiere a Pagazzano, in provincia di Bergamo, andando  ad  accrescere il drammatico bilancio degli incidenti sul lavoro: secondo i dati forniti dall’INAIL, nel nostro Paese sono stati 554.340 gli infortuni sul lavoro denunciati all’Istituto nel 2020, in calo del 13,6% rispetto ai 641.638 dell’anno precedente e 1.270 quelli con esito mortale, 181 in più rispetto ai 1.089 del 2019 (+16,6%), con un aumento dell’1,7% per la componente femminile e sempre nel 2020, in Emilia-Romagna si sono registrati 41 decessi in occasione di lavoro (ai quali ne vanno aggiunti 9 cosiddetti in itinere)”.

Da qui l’atto ispettivo per chiedere all’esecutivo regionale “come intenda promuovere ulteriormente la cultura della sicurezza e della prevenzione sui luoghi di lavoro e se e quali iniziative intendano adottare per garantire la rigorosa applicazione della legge vigente in materia di sicurezza sul lavoro, soprattutto riguardo alla prevenzione e ai controlli a tappeto presso le aziende sul rispetto delle regole, anche sollecitando il ministero del Lavoro a incrementare la presenza degli ispettori”.

Tagliaferri vuole inoltre sapere dalla Giunta “se intenda assumere iniziative finalizzate alla realizzazione, anche attraverso le strutture esistenti, di un sistema per il controllo dell’efficacia di quanto effettivamente speso dalle ASL in materia di prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro e, laddove da tale verifica emerga una insufficienza degli stanziamenti, quali iniziative intendano adottare perché si rispettino le quote di spesa obbligatoria nonché voglia prevedere un sistema di indicatori in grado di giudicare il raggiungimento degli obiettivi di prevenzione e valutare eventualmente l’opportunità di metterli in relazione con i premi di produttività dei direttori generali delle singole aziende”.

(Luca Molinari)