Sanità. Tagliaferri (Fdi): troppe carenze, potenziare i servizi di salute mentale

Un’interrogazione ricorda la necessità di interventi soprattutto alla luce della pandemia da Coronavirus

Rafforzare i servizi di cura della salute mentale sopperendo così ai ritardi emersi in questi mesi.

A chiederlo, in un’interrogazione, è il consigliere (Fdi), che ricorda come “nei Servizi psichiatrici ospedalieri (SPDC) a fronte dei 529 posti letto, definiti secondo i parametri minimi previsti dalla normativa nazionale vigente, sono attivi solo 251 posti letto.

Considerando gli aumenti di patologie legate a depressioni, ansie, fragilità, sono stati rafforzati durante la pandemia solo i posti in terapia intensiva, sottovalutando colpevolmente ogni impatto sociale, psicologico e relazionale causato dalle misure restrittive delle personali e collettive (lockdown, coprifuoco, distanziamento sociale, ecc)”.

Da qui l’atto ispettivo per sapere dalla Giunta “come intenda intervenire per superare la grave condizione di abbandono e svuotamento dei percorsi di cura nei servizi territoriali e ospedalieri relativi alla presa in carico della salute mentale in Emilia-Romagna, soprattutto per il percorso post-trauma pandemico”.

Tagliaferri chiede di sapere “per quale motivo la Regione non abbia rafforzato con nuovo personale, da inizio della pandemia Covid-19, nessun presidio territoriale della rete della salute mentale regionale, considerando l’aumento evidente di tutti gli indicatori relativi alle fragilità sociali (+40% sintomi depressivi per gli operatori sanitari), e quindi un aumento della richiesta di assistenza per la salute mentale (attualmente non quantificabile ma stimata oltre il 50%) e se intenda specificare quali siano le azioni effettuate, o in programma, da parte della Giunta regionale per monitorare la richiesta di fabbisogno di salute mentale per ogni singola Ausl e distretto sociosanitario”.

(Luca Molinari)