La rivoluzione nel centrodestra e la necessità di un partito conservatore

di Pasquale Ferraro

Il centro destra è in fase di assestamento o forse di rivoluzione copernicana, quale delle due lo capiremo solo osservando le mosse delle prossime settimane.

Di sicuro l’idea di Salvini e rilanciata – inaspettatamente per molti – da Berlusconi di federare Lega e Forza Italia ha scombinato le previsioni di molti, soprattutto i fan del centrismo per tutte le stagioni, i giolittiani della domenica, sempre pronti a vedere un nuovo soggetto centrista. 


I più acuti hanno capito la volo che la nuova strategia del fu carroccio ed oggi Lega nazionale è quella di uscire da un segmento rischioso e insidiato da Fratelli d’Italia, soprattutto dopo che i sondaggi hanno confermato che solo un punto percentuale divide i due partiti. Forza Italia invece ha la necessità immediata di salvare il salvabile di una classe liberale liquida e troppo poco incline alle sirene liberal e renziane.

Ovviamente niente riedizione del PDL fanno sapere da entrambi i partiti, ma una nuova cdl come nel 2001 e 2006. Una colazione e forse un gruppo parlamentare unico tanto alla Camera quanto al Senato. 

Non tutti in Forza Italia sono felici, soprattutto quelli che paventavano una forza di centro con Renzi, Calenda e i Totiani, ma Berlusconi sa bene qual’è il posto di Forza Italia e quali sono i premi in palio per una coalizione che ad oggi è oltre il 50%, compreso l’ambito colle, un riscatto politico  e personale. 

Le due forze di governo convergono  per ragioni differenti, ma si sa la politica è prima di tutto pragmatismo. 

Fratelli d’Italia il partito in ascesa guidato da invece si gode la trionfante ascesa e pregusta lo storico sorpasso, con buona pace degli opinionisti sempre pronti a tirare la carta del Fascismo.

Al contrario se è più che giusto che Fratelli d’Italia rimanga fuori dalla federazione Lega – Forza Italia, è arrivato il momento di imprimere sull’acceleratore nella creazione del grande partito conservatore di massa. 


Fratelli d’Italia e la sua leader non per caso Presidente dei Conservatori europei, possono e devono scrivere una della pagine più attese della storia italiana, completando la costituzione di un progetto politico ideale sognato da Longanesi, come ha saggiamente detto il Prof. Alessandro Campi in una bellissima intervista a Il Giornale. 

L’accademico e membro del Comitato scientifico di Nazione Futura, analizzando acutamente l’attuale situazione del centro destra ha colto quella che è l’esigenza di creare un grande partito che si faccia difensore  della tradizione e dell’ economia sociale di mercato, dei valori religiosi. Dare voce alla destra sommersa che è maggioranza nel nostro paese. 


Dice giustamente il Prof. Campi “ la stabilizzazione della società è la grande prospettiva della trazione conservatrice”, parole che suonano come un auspicio a cui ogni conservatore si unisce, con una certa emozione, naturale per un mondo che nel nostro paese per molto tempo ha navigato senza una casa, e che oggi grazie al lavoro di e di Fratelli d’Italia può consolidare una fase nuova per la destra e per la Nazione. 


I tempi sono maturi, è giunta come “ la pienezza del tempo”, ed ora ai propositi bisogna far seguire le azioni concrete. Alla federazione liberale e popolare, deve corrispondere l’allargamento della base dell’attuale perimetro di FdI nel grande partito conservatore.

Partito della tradizione, dell’innovazione e delle istanze sociali. Un partito di massa che sappia sintetizzare le aspirazioni, le volontà e le necessità del popolo italiano. L’ora è giunta, questo è dei Conservatori !